Carpineti, allarme ambientalista: ''Per riqualificare Poiatica pensano ai rifiuti speciali''
di Adriano Arati
Il comitato di cittadini lancia l’allarme sui piani al vaglio della Regione. Tre le ipotesi in campo: una è il riempimento con 800mila metri cubi di scarti
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CARPINETI. «Poiatica rischia di essere riempita con 800mila metri cubi di rifiuti in tre anni. Ma noi non lasceremo svendere la montagna». Soffiano venti di guerra attorno alla discarica carpinetana di Poiatica, per anni principale sito Iren per la raccolta rifiuti e ora inattiva. Giovedì il comitato Fermare la discarica, da sempre in prima linea contro il complesso sul fiume Secchia, ha incontrato Alberto Montanari dell’Università di Bologna, a cui la Regione ha commissionato uno studio terzo per la riqualifica e ripristino dell’invaso dell’ex cava. E le tre ipotesi in campo non piacciono al comitato.
La prima è «lasciare tutto come è ora: operare solo piccoli interventi di sistemazione dell’invaso e inserire delle pompe per coadiuvare l’opera nel caso di eventi piovosi straordinari». La seconda prevede il «parziale riempimento dell’invaso con sola argilla e la costruzione di un canale perimetrale che permetta lo scorrimento per gravità delle acque». Ma in questo caso c’è un problema. «L’argilla costa, e non si sa chi dovrebbe pagare, in quanto non si sa se Iren ha accantonato o previsto fondi per questo tipo di intervento – chiarisce sempre il comitato – E in ogni caso lo studio non prevede ulteriori specifiche dei costi e dei possibili risparmi (come noi avevamo proposto nel 2015). Quanto, ad esempio, si risparmierebbe con un’eventuale sola movimentazione dell’argilla dalla cava di Monte Querce (di proprietà di Iren) confinante con la discarica?».
La terza via è quella che al comitato è stata presentata «come la più vantaggiosa», ossia il «riempimento quasi totale dell’invaso con 800mila metri cubi di rifiuti speciali e con 500mila metri cubi di terra».
Un percorso considerato dal Comitato molto pesante dal punto di vista ambientale, con l’arrivo di un enorme quantità di rifiuti nel giro di due soli anni. «Per intenderci: in 20 anni di discarica, l’anno in cui si registrò il picco massimo di conferimenti fu il 2011 con una quantità smaltita di rifiuti di 150 mila tonnellate. Ora parliamo di 400 mila tonnellate all’anno, giusto per fare una proporzione», chiariscono dal comitato.
«Lo studio sembra quasi combaciare con la proposta di Iren del 2015, che prevedeva il tombamento con un milione di metri cubi di rifiuti speciali – rivela il comitato – Crediamo che la politica regionale abbia voluto togliersi dalla responsabilità di scegliere la proposta più dannosa e meno logica per i cittadini, ma auspicata dall’impero Iren e forse anche da qualche amministratore locale, affidando a un “ente terzo” un dibattito basato su qualche slide e poche visite in discarica».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La prima è «lasciare tutto come è ora: operare solo piccoli interventi di sistemazione dell’invaso e inserire delle pompe per coadiuvare l’opera nel caso di eventi piovosi straordinari». La seconda prevede il «parziale riempimento dell’invaso con sola argilla e la costruzione di un canale perimetrale che permetta lo scorrimento per gravità delle acque». Ma in questo caso c’è un problema. «L’argilla costa, e non si sa chi dovrebbe pagare, in quanto non si sa se Iren ha accantonato o previsto fondi per questo tipo di intervento – chiarisce sempre il comitato – E in ogni caso lo studio non prevede ulteriori specifiche dei costi e dei possibili risparmi (come noi avevamo proposto nel 2015). Quanto, ad esempio, si risparmierebbe con un’eventuale sola movimentazione dell’argilla dalla cava di Monte Querce (di proprietà di Iren) confinante con la discarica?».
La terza via è quella che al comitato è stata presentata «come la più vantaggiosa», ossia il «riempimento quasi totale dell’invaso con 800mila metri cubi di rifiuti speciali e con 500mila metri cubi di terra».
Un percorso considerato dal Comitato molto pesante dal punto di vista ambientale, con l’arrivo di un enorme quantità di rifiuti nel giro di due soli anni. «Per intenderci: in 20 anni di discarica, l’anno in cui si registrò il picco massimo di conferimenti fu il 2011 con una quantità smaltita di rifiuti di 150 mila tonnellate. Ora parliamo di 400 mila tonnellate all’anno, giusto per fare una proporzione», chiariscono dal comitato.
«Lo studio sembra quasi combaciare con la proposta di Iren del 2015, che prevedeva il tombamento con un milione di metri cubi di rifiuti speciali – rivela il comitato – Crediamo che la politica regionale abbia voluto togliersi dalla responsabilità di scegliere la proposta più dannosa e meno logica per i cittadini, ma auspicata dall’impero Iren e forse anche da qualche amministratore locale, affidando a un “ente terzo” un dibattito basato su qualche slide e poche visite in discarica».
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