«Stiamo raschiando il fondo del barile»
Manghi: «Usati artifici per salvare la parte corrente del bilancio, servono soluzioni strutturali»
2 MINUTI DI LETTURA
REGGIO EMILIA. «Ad oggi, siamo l’unica Provincia in Emilia in grado di chiudere il bilancio in parte corrente. Come? Grazie all’azzeramento del taglio 2017, avvalendoci di una rinegoziazione dei mutui Cassa depositi e prestiti in quanto territorio colpito dal sisma del 2012, che consente di spostare di un anno il pagamento di 9 milioni, e con un avanzo che certificheremo con consuntivo di 7 milioni». Ha messo mano a buona parte del patrimonio immobiliare dell’ente. E almeno questa partita finanziaria per ora l’ha chiusa. Ma il presidente della Provincia, Giammaria Manghi, non mostra entusiasmo per la situazione in cui versano le Province italiane, compresa quella di Reggio, alle prese con la gestione e la manutenzione di 21 istituti superiori e circa 960 chilometri di strade. «Siamo ancora all’uso di artifici per chiudere i bilanci, grattando ancora il fondo del barile – afferma Manghi – adesso invece servono soluzioni strutturali. Abbiamo bisogno di risorse per fare investimenti. Non parlo solo di Reggio, ma sono valutazioni generali». Un tema di cui si era parlato anche nell’ultima riunione dell’assemblea nazionale Upi, lo scorso 16 febbraio, quando il presidente nazionale dell’Unione Province Italiane, Achille Variati, aveva alzato pesantemente la voce contro il governo: «Siamo pronti anche a piantare una tenda di fronte a una sede istituzionale e da lì non ci muoveremo fino a quando non avremo una risposta». Una relazione, quella di Variati, condivisa anche da Manghi, che nei giorni scorsi ha incontrato con il sindaco di Imola e presidente Anci regionale, Daniele Manca, anche le organizzazioni sindacali per fare il punto sul riordino istituzionale: «Sul tema dei fondi, nella riunione dell’Upi si è levato il tono della consapevolezza e della necessità di dover prendere determinate posizioni – spiega Manghi – le Province sono nella Costituzione a tutti gli effetti, ma la programmazione finanziaria ha creato una disgiunzione fra la legge Delrio e i finanziamenti. A Reggio siamo davanti ad una gestione virtuosa. Ma il nostro contributo lo abbiamo già dato. E adesso abbiamo bisogno di altro». (e.spa.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
