Cagnolino sbranato da un lupo
Carpineti: la carcassa dell’animale trovata a 100 metri da casa, a Ca’ Orsini
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CARPINETI . Un cagnolino completamente sbranato da un lupo, a nemmeno cento metri da casa.
Non sono giorni allegri per una famiglia di Ca’ Orsini di Onfiano, nel Carpinetano, dopo aver scoperto che il proprio cane, un animale piccolo da sempre abituato a girare liberamente attorno a casa, fra boschi e campi, è stato ucciso e praticamente divorato.
Ca’ Orsini è una borgata sopra la fondovalle Tresinaro, risalendo di poche centinaia di metri si supera il crinale che la collega con la vallata di Giandeto e di San Giovanni di Querciola, un’area verde con tantissimi boschi e fossi e pochissimi insediamenti umani, lungo la direttrice percorsa da tanti animali, ungulati e lupi (le testimonianze al riguardo sono parecchie) compresi.
«Siamo abituati a lasciare girare il nostro cane liberamente, abbiamo sempre fatto così ed è il bello di vivere in posti come il nostro. La scorsa serata lo abbiamo fatto uscire come ogni serata, al mattino dopo non si era visto. Non abbiamo avuto tracce finché un gruppetto di escursionisti, che passava poco lontano, ci ha detto che c’era un cagnolino sbranato», raccontano i proprietari della bestiola. «È rimasta praticamente solo la testa; è stato completamente divorato, abbiamo fatto vedere il corpo anche ad alcuni esperti e confermano che è stata un’aggressione canina, probabilmente di un lupo».
L’alternativa possono essere cani randagi inselvatichiti, ma non sono stati avvistati branchi in zona.
«Non è una notizia che ci fa stare tranquilli. Eravamo affezionatissimi al nostro cane, innanzitutto, e poi pensare a un aggressione di bestie a pochi metri da casa non lascia proprio sereni» conclude la famiglia del cane. (adr.ar.)
Non sono giorni allegri per una famiglia di Ca’ Orsini di Onfiano, nel Carpinetano, dopo aver scoperto che il proprio cane, un animale piccolo da sempre abituato a girare liberamente attorno a casa, fra boschi e campi, è stato ucciso e praticamente divorato.
Ca’ Orsini è una borgata sopra la fondovalle Tresinaro, risalendo di poche centinaia di metri si supera il crinale che la collega con la vallata di Giandeto e di San Giovanni di Querciola, un’area verde con tantissimi boschi e fossi e pochissimi insediamenti umani, lungo la direttrice percorsa da tanti animali, ungulati e lupi (le testimonianze al riguardo sono parecchie) compresi.
«Siamo abituati a lasciare girare il nostro cane liberamente, abbiamo sempre fatto così ed è il bello di vivere in posti come il nostro. La scorsa serata lo abbiamo fatto uscire come ogni serata, al mattino dopo non si era visto. Non abbiamo avuto tracce finché un gruppetto di escursionisti, che passava poco lontano, ci ha detto che c’era un cagnolino sbranato», raccontano i proprietari della bestiola. «È rimasta praticamente solo la testa; è stato completamente divorato, abbiamo fatto vedere il corpo anche ad alcuni esperti e confermano che è stata un’aggressione canina, probabilmente di un lupo».
L’alternativa possono essere cani randagi inselvatichiti, ma non sono stati avvistati branchi in zona.
«Non è una notizia che ci fa stare tranquilli. Eravamo affezionatissimi al nostro cane, innanzitutto, e poi pensare a un aggressione di bestie a pochi metri da casa non lascia proprio sereni» conclude la famiglia del cane. (adr.ar.)
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