Gazzetta di Reggio

Reggio

La ex Fratelli Mainolfi ricorre al concordato 

di Enrico Lorenzo Tidona
La ex Fratelli Mainolfi ricorre al concordato 

Alla piccola azienda di Campegine concessi 60 giorni per presentare il piano Tribunale intasato dalle vendite dei patrimoni delle tante ditte in liquidazione

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CAMPEGINE. Ancora un concordato, ancora un’azienda - dopo lo tsunami che ha travolto le coop - che ricorre alla procedura “con riserva” per tentare di risollevare le proprie sorti ed evitare guai peggiori. L’ultima richiesta riguarda la 5 Emme srl, nuova denominazione della Fratelli Mainolfi srl, società originaria e riferita all’omonima famiglia di imprenditori, attiva da tempo nell’edilizia, con lavori anche nei comuni della Bassa. L’azienda ha sede a Campegine, dove ha costruito con successo abitazioni fino a quando il mercato non è crollato. Ora la richiesta di avvio del concordato al tribunale, che ha concesso 60 giorni di tempo all’azienda per presentare la proposta concordataria. Poi sarà il giudice delegato Niccolò Stanzani Maserati a valutare se la proposta abbia tutti gli elementi per permettere alla procedura di andare avanti e puntare all’omologazione del piano.
La vicenda che coinvolge la 5 Emme srl è solo un esempio dell’alto numero di procedure che stanno intasando il tribunale di Reggio, soprattutto la cancelleria fallimentare, anche attraverso le conseguenti procedure di liquidazione dei patrimoni. Tra i beni in vendita sono state pubblicati in questi giorni gli immobili della Novellara 2000, società in concordato, controllata dall’ex coop Orion di Cavriago, caso tra i più eclatanti del crollo dell’edilizia. Solo Novellara 2000 sta cercando di vendere sul mercato immobili per 30 milioni, tra i quali il polo residenziale Corte dei Servi, costruito nel comune della Bassa. Un patrimonio che solo in quest’ultimo caso conta settantatré alloggi al grezzo, 43 già completati e 162 tra parcheggi e posti auto, in venduta al miglior offerente dal 2013 dopo la crisi di da Orion, risucchiata dal vortice di debiti (circa 80 milioni di euro) che hanno smembrato la coop di Cavriago.
Il concordato chiesto dalla 5 Emme srl di Campegine segue quelle chiesto dalla Dall’Aglio Amos di Cavriago, altra piccola realtà reggiana, di proprietà dell’ex presidente dell’Ance - sigla degli imprenditori edili di Unindustria Reggio - entrambe simbolo delle ditte con giro d’affari più ridotto rispetto ai colossi cooperative, ma che rimangono vittime della crisi di un settore che stenta a riprendersi.

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