Gazzetta di Reggio

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Scissione, debutto in Sala Tricolore per il gruppo Mdp 

di Roberto Fontanili
Scissione, debutto in Sala Tricolore per il gruppo Mdp 

È composto da Scarpino e De Franco, che sarà capogruppo Il Pd mantiene per un soffio la maggioranza assoluta

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REGGIO EMILIA . Il Pd, seppur per un solo voto, mantiene la maggioranza assoluta in Sala Tricolore, nonostante la fuoriuscita di Lanfranco De Franco e Salvatore Scarpino, che ieri hanno ufficializzato la nascita del gruppo consiliare Art. 1- Mdp (Movimento Democratico e Progressista). La nuova geografia in sala Tricolore vede ancora salda la maggioranza che sostiene Luca Vecchi, ma che da ieri poggia su tre stampelle: il Pd, Mdp e Sinistra Italiana.
Insieme le tre forze politiche arrivano a 20 consiglieri di maggioranza rispetto ai 12 dell’opposizione. Il Pd da solo, dopo gli ultimi posizionamenti, conta ancora su 17 voti sui 33 eletti in consiglio (32 consiglieri più il sindaco). Sarebbe bastato che un altro consigliere abbandonasse il Pd – come ad esempio Roberta Pavarini, che sembrava pronta a far parte dei fuoriusciti – per mettere in difficoltà la maggioranza: se avesse aderito al gruppo degli scissionisti, anche la gestione ordinaria si sarebbe potuta complicare per Luca Vecchi e il suo esecutivo. Un discorso teorico, perché nella pratica quotidiana anche ieri al Catomes Tôt, in occasione della presentazione del nuovo gruppo Mdp, il neo capogruppo Lanfranco De Franco ha ribadito totale fedeltà al sindaco e al programma elettorale del 2014: «Il programma con cui ci siamo presentati ai reggiani era assolutamente di centrosinistra e come gruppo possiamo continuare a sostenere l’amministrazione». Al suo fianco, oltre all’assessore Mirko Tutino (tra i dirigenti nazionali del neonato movimento), il vicesindaco Matteo Sassi e la consigliera regionale Silvia Prodi. Presenti anche Carlo Veneroni, assessore al Comune di Novellara, l’ex garante Pd, Alessandro Roccatagliati e l’ex segretario cittadino Pd, Mauro Vicini. Assente, invece, l’altro consigliere comunale Salvatore Scarpino.
Alla fine dei diversi interventi, l’unico tema locale su cui pare esserci una distanza palpabile tra Pd e Mdp è il destino del Lime Theater. Altro tema che può diventare divisivo tra Pd e Mpd è quello sul mantenimento del Punto nascite al Sant’Anna di Castelnovo Monti. Ma su questo argomento con nettezza si è pronunciata solo la consigliera regionale Silvia Prodi. Troppo poco per rompere un’alleanza e una giunta dove Mdp conta due esponenti: il vice sindaco Sassi e l’assessore Tutino.
Il nuovo consiglio comunale di Reggio, intanto, da ieri conta otto gruppi consiglieri. La maggioranza è composta da Pd (con 16 consiglieri oltre al sindaco), Mdp (De Franco e Scarpino) e Sinistra Italiana (Lucia Lusenti). L’opposizione arriva a 12 consiglieri: M5S (sei consiglieri), Forza Italia (tre consiglieri), Lega Nord (un consigliere) e le due liste civiche con un consigliere ciascuna). Se a livello locale i distinguo sono minimi, più si sale più le distanze si accentuano.
In Regione Silvia Prodi (eletta come indipendente nelle liste Pd), attende di concordare la costituzione dei gruppi consiliari in tutte le regioni italiane. Le differenze vere si sconteranno però a livello nazionale. E già ieri Tutino ha ribadito che per Mdp «il ministro Lotti dovrebbe dimettersi». I promotori di Mdp hanno già avviato la loro azione di proselitismo «rivolta ai delusi del Pd, ma anche a chi ha votato M5S, lasciando le porte aperte ai delusi delle primarie del Pd».
«Primarie a cui nessuno di noi parteciperà», promette Tutino, aggiungendo «che si sta già lavorando per portare a Reggio Bersani, Enrico Rossi e Speranza».
Stasera intanto la macchina organizzativa Mdp si rimette in moto con la riunione del coordinamento provinciale, composto da una trentina di persone. Base di partenza quel centinaio di persone che hanno lasciato la propria mail in occasione dell’incontro ai Chiostri della Ghiara, per dare gambe sul territorio al neonato movimento, in attesa che arrivi quel simbolo che ancora non c’è.

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