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Calicetti: «Distrutto il lavoro fatto da tanti in passato»

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Calicetti: «Distrutto il lavoro fatto da tanti in passato»

Perché la scuola non è di uno o di un gruppo, ma di tutti. Di fronte a questi episodi senza senso ci si chiede sempre come e perché accadano. Ci si chiede cosa può portare qualcuno a fare un atto del...

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Perché la scuola non è di uno o di un gruppo, ma di tutti. Di fronte a questi episodi senza senso ci si chiede sempre come e perché accadano. Ci si chiede cosa può portare qualcuno a fare un atto del genere. Balordaggine? Menefreghismo? Stupidità? Disperazione? Ignoranza? E si parla di delinquenza, più che di crimini. A volte di ragazzate, anche se non lo sono.
Ma forse si può provare a fare qualche considerazione in più. Primo: cose del genere, anche se meno gravi, – furti, soprattutto, – accadono ormai regolarmente in tante nostre scuole. Secondo: di fronte al teppismo e alla violazione rivolti a una proprietà privata, tutti abbiamo paura e siamo pronti a invocare maggior controllo e severità esemplari; di fronte invece agli stessi atti degeneri compiuti contro un luogo pubblico, sembra quasi che la percezione della paura e l’indignazione collettiva siano minori. Come se uno sfregio a una cosa pubblica, che appartiene a tutti noi, fosse meno grave, fosse quasi uno sfregio a nessuno.
Perché il mondo attorno a noi, oggi, pare dirci: “Ciò che è mio, è mio. Ciò che è di tutti, è di nessuno”. Così capita che i luoghi pubblici, a partire dalle scuole, siano spesso i meno vigilati. Dimenticandosi di quanto, prima di noi, tante persone abbiano lottato per conquistarli e regalarli a noi e ai nostri figli. Occorre ricordare a tutti, specie i più giovani, quanto sia importante e delicata la loro manutenzione da parte di tutti. Come quella dei diritti che questi stessi luoghi rappresentano».
Giuseppe Caliceti
insegnante e scrittore.

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