La scuola ferita riparte grazie all’aiuto di tutti
di Giuseppe Boi
I carabinieri restituiscono i pc rubati all’istituto, riaperto in tempi record ma tra genitori e bambini restano sgomento e preoccupazione
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CADELBOSCO SOPRA. La scuola primaria di Cadelbosco di Sotto ha riaperto i battenti in 24 ore. I carabinieri hanno restituito al preside i computer rubati. Ieri nell’istituto in via Marconi tutto sembrava tornato come sempre. Ma è una normalità apparente. Non solo perché si sente il rumore dei lavori per ripristinare il bagno al primo piano. O perché in un androne sono custoditi i resti delle lavagne multimediali e della fotocopiatrice distrutti durante il raid dei vandali nel weekend. Nella testa di tutti ci sono ancora le immagini delle scene di devastazione.
I tre autori – un 14enne e un 17enne residenti nella Bassa, e un 13enne modenese – sono stati individuati in tempi record dalle forze dell’ordine, ma in paese non si avverte voglia di rivalsa: «Il vero problema è quello che hanno i loro genitori – commenta Francesco Gillioli, papà di un bimbo che frequenta la scuola sfregiata –. Spero capiscano la gravità di ciò che hanno fatto i loro figli».
Alla furia cieca dei tre minorenni la primaria di Cadelboso ha risposto con l’unione tra alunni e insegnanti, tra personale Ata, preside e genitori: «Da una cosa brutta è nata una cosa bella: la solidarietà di tutti per recuperare ciò che si poteva recuperare», spiega una mamma, Veronica Calcagno.
Una solidarietà che si tocca con mano nei corridoi della scuola, dove il personale non docente si divide tra l’assistenza agli alunni e il lavoro per cancellare le ultime tracce lasciate dai vandali. Nelle aule gli insegnanti spiegano ai ragazzi «che questa è una giornata un po’ speciale, ma che tutto ritornerà come prima, meglio di prima». All’esterno i genitori fanno capannello e programmano iniziative per aiutare la scuola a tornare più bella di prima. E il primo passo avviene alle 12,30 quando nell’istituto arrivano i carabinieri per riconsegnare otto pc portatili rubati dai tre ladri e vandali.
Un gesto importante ma alla fine simbolico. Genitori e insegnanti non pensano tanto alle cose materiali quanto ai bambini: le vere vittime della vicenda.
«Dobbiamo ringraziare le maestre e il preside: hanno dedicato tempo e lezioni per far capire cosa è successo ai bambini. E così hanno rassicurato anche noi genitori», dichiara Maria Luana Mattia. «Ieri (lunedì, ndr) molti vedevano ladri ovunque, alcuni hanno dormito con mamma e papà – aggiunge ancora Veronica Calcagno –. L’aiuto della scuola è importante».
Così come è importante l’operato delle forze dell’ordine. «Il fatto che siano stati trovati è positivo - commenta un altro papà, Massimo Zaniboni –. Quello che è avvenuto è lo specchio della nostra società. Averli individuati significa insegnare a loro e a tutti che non la si passa liscia».
Alla fine si torna sempre all’esempio e all’educazione: «Il problema è proprio questo: bisogna educare. Non solo i bambini, che vanno seguiti di più, ma soprattutto i genitori», chiosa Anna Folliero prima di riabbracciare il proprio pargolo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
I tre autori – un 14enne e un 17enne residenti nella Bassa, e un 13enne modenese – sono stati individuati in tempi record dalle forze dell’ordine, ma in paese non si avverte voglia di rivalsa: «Il vero problema è quello che hanno i loro genitori – commenta Francesco Gillioli, papà di un bimbo che frequenta la scuola sfregiata –. Spero capiscano la gravità di ciò che hanno fatto i loro figli».
Alla furia cieca dei tre minorenni la primaria di Cadelboso ha risposto con l’unione tra alunni e insegnanti, tra personale Ata, preside e genitori: «Da una cosa brutta è nata una cosa bella: la solidarietà di tutti per recuperare ciò che si poteva recuperare», spiega una mamma, Veronica Calcagno.
Una solidarietà che si tocca con mano nei corridoi della scuola, dove il personale non docente si divide tra l’assistenza agli alunni e il lavoro per cancellare le ultime tracce lasciate dai vandali. Nelle aule gli insegnanti spiegano ai ragazzi «che questa è una giornata un po’ speciale, ma che tutto ritornerà come prima, meglio di prima». All’esterno i genitori fanno capannello e programmano iniziative per aiutare la scuola a tornare più bella di prima. E il primo passo avviene alle 12,30 quando nell’istituto arrivano i carabinieri per riconsegnare otto pc portatili rubati dai tre ladri e vandali.
Un gesto importante ma alla fine simbolico. Genitori e insegnanti non pensano tanto alle cose materiali quanto ai bambini: le vere vittime della vicenda.
«Dobbiamo ringraziare le maestre e il preside: hanno dedicato tempo e lezioni per far capire cosa è successo ai bambini. E così hanno rassicurato anche noi genitori», dichiara Maria Luana Mattia. «Ieri (lunedì, ndr) molti vedevano ladri ovunque, alcuni hanno dormito con mamma e papà – aggiunge ancora Veronica Calcagno –. L’aiuto della scuola è importante».
Così come è importante l’operato delle forze dell’ordine. «Il fatto che siano stati trovati è positivo - commenta un altro papà, Massimo Zaniboni –. Quello che è avvenuto è lo specchio della nostra società. Averli individuati significa insegnare a loro e a tutti che non la si passa liscia».
Alla fine si torna sempre all’esempio e all’educazione: «Il problema è proprio questo: bisogna educare. Non solo i bambini, che vanno seguiti di più, ma soprattutto i genitori», chiosa Anna Folliero prima di riabbracciare il proprio pargolo.
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