la Regione sul futuro della discarica
«Nessuna decisione assunta No alle forzature politiche»
CARPINETI. «Concluso lo studio sulla messa in sicurezza della discarica di Poiatica, che la Regione, in accordo con i Comuni coinvolti, ha affidato all’Università di Bologna, ora parte il confronto...
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CARPINETI. «Concluso lo studio sulla messa in sicurezza della discarica di Poiatica, che la Regione, in accordo con i Comuni coinvolti, ha affidato all’Università di Bologna, ora parte il confronto con gli attori istituzionali del territorio. Confronto che sarà svolto nella massima sicurezza e nella più ampia partecipazione». Questa la rassicurazione del sottosegretario alla presidenza della Regione, Andrea Rossi, e dell’assessore regionale alle politiche ambientali, Paola Gazzolo.
«La Regione Emilia Romagna, a seguito della chiusura della discarica di Poiatica, sancita dal Piano regionale dei rifiuti approvato dall’Assemblea legislativa, ha deciso di affidare a un ente terzo, l’Università di Bologna, una valutazione tecnica sulla chiusura in sicurezza della discarica, incaricando il professor Alberto Montanari. Tale iniziativa, affidata al Comitato di ambito locale, Atersir, ha consentito a Montanari di produrre uno studio che individuava alcune possibili soluzioni, senza indicare né la volontà della Regione, né individuare la migliore soluzione. Lo studio – ribadiscono – è funzionale a un confronto con gli attori istituzionali del territorio, che è prioritario, e sarà svolto nella massima trasparenza e nella più ampia partecipazione. Non è un caso, infatti, che Montanari sia stato chiamato a un incontro del Comitato della discarica, in cui ha illustrato in modo puntuale le possibili opzioni in campo, senza fraintendimenti».
Essendosi concluso lo studio, nelle prossime settimane prenderà avvio il percorso di concertazione. «È inutile ribadire che, in tale ottica, non si accetta alcun tipo di forzatura, lettura parziale o strumentalizzazione politica nel momento in cui nessuna decisione è stata assunta – concludono Rossi e Gazzolo –. Torniamo a ribadire che gli unici atti finora messi in campo dalla Regione, e questo forse sfugge ai più, sono stati la chiusura di Poiatica, dopo l’approvazione del piano rifiuti con cui sono stati recepiti gli atti della Provincia di Reggio e l’incarico per lo studio sulla messa in sicurezza dell’area stessa. Come sempre, parlano i fatti e non le supposizioni».
Nel frattempo, Giuseppe Pagliani, capogruppo del centrodestra in consiglio provinciale, afferma: «La Provincia deve fare proprie le legittime e condivisibili proteste dei cittadini relative al futuro della discarica di Poiatica, rappresentando alla Regione Emilia Romagna la esigenza assoluta di cessare ogni attività del sito, interrando definitivamente la discarica con terra proveniente dallo scavo dei siti estrattivi limitrofi». Pagliani ha presentato un documento su Poiatica dopo le ultime novità sulle possibili soluzioni. Per Pagliani, la discarica va chiusa usando solo terra da altre cave locali. Altrimenti, «ancora una volta si verrà meno all’impegno preso nei confronti di cittadini e comitati di chiudere definitivamente una discarica che da vent’anni pesa enormemente sull’equilibrio ambientale della montagna reggiana».
«La Regione Emilia Romagna, a seguito della chiusura della discarica di Poiatica, sancita dal Piano regionale dei rifiuti approvato dall’Assemblea legislativa, ha deciso di affidare a un ente terzo, l’Università di Bologna, una valutazione tecnica sulla chiusura in sicurezza della discarica, incaricando il professor Alberto Montanari. Tale iniziativa, affidata al Comitato di ambito locale, Atersir, ha consentito a Montanari di produrre uno studio che individuava alcune possibili soluzioni, senza indicare né la volontà della Regione, né individuare la migliore soluzione. Lo studio – ribadiscono – è funzionale a un confronto con gli attori istituzionali del territorio, che è prioritario, e sarà svolto nella massima trasparenza e nella più ampia partecipazione. Non è un caso, infatti, che Montanari sia stato chiamato a un incontro del Comitato della discarica, in cui ha illustrato in modo puntuale le possibili opzioni in campo, senza fraintendimenti».
Essendosi concluso lo studio, nelle prossime settimane prenderà avvio il percorso di concertazione. «È inutile ribadire che, in tale ottica, non si accetta alcun tipo di forzatura, lettura parziale o strumentalizzazione politica nel momento in cui nessuna decisione è stata assunta – concludono Rossi e Gazzolo –. Torniamo a ribadire che gli unici atti finora messi in campo dalla Regione, e questo forse sfugge ai più, sono stati la chiusura di Poiatica, dopo l’approvazione del piano rifiuti con cui sono stati recepiti gli atti della Provincia di Reggio e l’incarico per lo studio sulla messa in sicurezza dell’area stessa. Come sempre, parlano i fatti e non le supposizioni».
Nel frattempo, Giuseppe Pagliani, capogruppo del centrodestra in consiglio provinciale, afferma: «La Provincia deve fare proprie le legittime e condivisibili proteste dei cittadini relative al futuro della discarica di Poiatica, rappresentando alla Regione Emilia Romagna la esigenza assoluta di cessare ogni attività del sito, interrando definitivamente la discarica con terra proveniente dallo scavo dei siti estrattivi limitrofi». Pagliani ha presentato un documento su Poiatica dopo le ultime novità sulle possibili soluzioni. Per Pagliani, la discarica va chiusa usando solo terra da altre cave locali. Altrimenti, «ancora una volta si verrà meno all’impegno preso nei confronti di cittadini e comitati di chiudere definitivamente una discarica che da vent’anni pesa enormemente sull’equilibrio ambientale della montagna reggiana».
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