«Debito di 39mila euro, ne pagherò 68mila»
di Ambra Prati
Società di recupero crediti denuncia disservizi e interessi eccessivi con Equitalia e Agenzia delle Entrate
2 MINUTI DI LETTURA
REGGIO EMILIA. «A causa di un debito effettivo con il Fisco di 39mila euro, tra interessi, sanzioni e oneri accessori, finirò per pagare 68mila euro, da versare in 120 rate».
Ermes Monti, socio della Gestione Servizio Crediti Sas – una società di via Fratelli Cervi che si occupa di recupero crediti per conto di finanziarie, banche e società di leasing – per una volta si è trovato dall’altra parte della barricata: da riscossore a debitore. E, a seguito dei guai fiscali con Agenzia delle Entrate ed Equitalia, ha voluto denunciare disservizi, mancanza di collaborazione e interessi eccessivi.
La vicenda ha avuto inizio nel luglio del 2016, quando è arrivata la cartella esattoriale da parte dell’Agenzia delle Entrate che contestava un’Iva non versata (per gli anni 2011-2016) pari a 39mila euro.
«Sia chiaro: la motivazione era corretta, noi avevamo cambiato commercialista e lo sbaglio è stato nostro – ha precisato Monti – non abbiamo mai contestato la cartella. Abbiamo chiesto la rateizzazione, che è stata concessa, e abbiamo iniziato a pagare nel secondo semestre 2016».
E qui sono iniziati gli intoppi. «La prima rata va pagata assolutamente entro il giorno di scadenza: noi però abbiamo tardato di due giorni, avvisando prima l’Agenzia».
Due giorni di ritardo che hanno fatto passare la pratica in automatico ad Equitalia, con il conseguente balzo di interessi dal 10% al 30%. La Sas ha versato con regolarità in luglio, agosto e settembre le rate mensili da 568,10 euro.
«Per risparmiare tempo, ho sempre utilizzato il sito internet di Equitalia: si digita il codice del bollettino Rav, codice fiscale, numero di carta di credito e si paga. Ma in ottobre il collegamento internet non ha funzionato per diversi giorni: compariva la scritta “Rav in attesa di esito. Riprova più tardi”. Ho aspettato fino al 22-23 e, poiché era sempre bloccato, mi sono recato di persona alla sede Equitalia di Reggio, in via Manfredi, perché per telefono è impossibile parlare con qualcuno. Lì ho perso due mattinate in fila: ebbene la rata da 568,10 è passata a 581 euro, senza che il funzionario sia stato capace di spiegarmi il perché».
Da addetto ai lavori, Ermes Monti ha ribadito che le leggi fiscali sono state rispettate in pieno. «Quello che fa rabbia è che non hai un interlocutore e che questi enti non facciano distinzioni: il presupposto è che chiunque ha a che fare con loro sia un evasore – ha concluso Monti – Noi andiamo a casa dei debitori e si capisce chi davvero non ce la fa e chi fa il furbo. La nostra società ha tanto lavoro, ma il settore è complesso e la crisi l’abbiamo sentita anche noi. A questo, si aggiungono regole insensate che fanno lievitare gli importi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Ermes Monti, socio della Gestione Servizio Crediti Sas – una società di via Fratelli Cervi che si occupa di recupero crediti per conto di finanziarie, banche e società di leasing – per una volta si è trovato dall’altra parte della barricata: da riscossore a debitore. E, a seguito dei guai fiscali con Agenzia delle Entrate ed Equitalia, ha voluto denunciare disservizi, mancanza di collaborazione e interessi eccessivi.
La vicenda ha avuto inizio nel luglio del 2016, quando è arrivata la cartella esattoriale da parte dell’Agenzia delle Entrate che contestava un’Iva non versata (per gli anni 2011-2016) pari a 39mila euro.
«Sia chiaro: la motivazione era corretta, noi avevamo cambiato commercialista e lo sbaglio è stato nostro – ha precisato Monti – non abbiamo mai contestato la cartella. Abbiamo chiesto la rateizzazione, che è stata concessa, e abbiamo iniziato a pagare nel secondo semestre 2016».
E qui sono iniziati gli intoppi. «La prima rata va pagata assolutamente entro il giorno di scadenza: noi però abbiamo tardato di due giorni, avvisando prima l’Agenzia».
Due giorni di ritardo che hanno fatto passare la pratica in automatico ad Equitalia, con il conseguente balzo di interessi dal 10% al 30%. La Sas ha versato con regolarità in luglio, agosto e settembre le rate mensili da 568,10 euro.
«Per risparmiare tempo, ho sempre utilizzato il sito internet di Equitalia: si digita il codice del bollettino Rav, codice fiscale, numero di carta di credito e si paga. Ma in ottobre il collegamento internet non ha funzionato per diversi giorni: compariva la scritta “Rav in attesa di esito. Riprova più tardi”. Ho aspettato fino al 22-23 e, poiché era sempre bloccato, mi sono recato di persona alla sede Equitalia di Reggio, in via Manfredi, perché per telefono è impossibile parlare con qualcuno. Lì ho perso due mattinate in fila: ebbene la rata da 568,10 è passata a 581 euro, senza che il funzionario sia stato capace di spiegarmi il perché».
Da addetto ai lavori, Ermes Monti ha ribadito che le leggi fiscali sono state rispettate in pieno. «Quello che fa rabbia è che non hai un interlocutore e che questi enti non facciano distinzioni: il presupposto è che chiunque ha a che fare con loro sia un evasore – ha concluso Monti – Noi andiamo a casa dei debitori e si capisce chi davvero non ce la fa e chi fa il furbo. La nostra società ha tanto lavoro, ma il settore è complesso e la crisi l’abbiamo sentita anche noi. A questo, si aggiungono regole insensate che fanno lievitare gli importi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
