Gazzetta di Reggio

Reggio

Fermo il 70% degli autobus di Seta 

di Luciano Salsi
Fermo il 70% degli autobus di Seta 

Allo sciopero globale hanno aderito soprattutto i lavoratori dei trasporti 

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REGGIO EMILIA. È stata superiore alle aspettative la partecipazione allo sciopero globale dell’8 marzo lanciato in Argentina dal movimento “Ni una menos” (Non una di meno) e proclamato in più di quaranta Paesi per la dignità e la libertà delle donne. Nella nostra provincia vi hanno aderito soprattutto i lavoratori dei trasporti, che sono in grande maggioranza uomini. «Stimiamo – riferisce Pasquale Tucci del sindacato generale di base – che si sia fermato il 70% degli autobus di Seta e dei treni di Tper». Una conferma almeno parziale viene da Seta: «Nel bacino di Reggio – comunica l’azienda – ha scioperato più della metà degli autisti. È un risultato significativo per i sindacati di base, che di solito non arrivano a coinvolgere il 30% dei lavoratori nelle loro iniziative. Anche a Modena si è oltrepassato il 50%».
Come sempre, erano fatte salve le fasce di garanzia, che obbligano gli autobus a circolare fino alle 9 e dalle 13 alle 15.30, i treni fino alle 9 e dopo le 18. I disagi non hanno risparmiato i reggiani che viaggiano sui convogli di Trenitalia: si sono contate diverse soppressioni di treni regionali. A livello nazionale lo sciopero era stato proclamato, oltre che dai sindacati di base, dalla Flc, il sindacato scuola della Cgil. Anche fra gli insegnanti, in prevalenza donne, l’astensione dal lavoro è stata superiore alle previsioni. «Ce ne siamo accorti – sottolinea Tucci – anche come genitori. Già martedì molte scuole avevano avvisato le famiglie che lo svolgimento delle lezioni non era assicurato. Inoltre abbiamo registrato adesioni negli enti locali e nella sanità. Parecchi dipendenti degli ospedali ci avevano interpellati. Abbiamo chiarito che la loro adesione era libera qualora non fossero stati precettati. Lo sciopero s’è fatto sentire anche nel settore privato fra i dipendenti delle cooperative. Una nostra delegazione ha partecipato in mattinata alla manifestazione regionale in piazza Maggiore a Bologna».
Usa toni trionfali l'Unione sindacale italiana, l’organizzazione d’ispirazione anarchica, che ieri è scesa in piazza Casotti per manifestare «anche contro l’ingerenza clericale che sta bloccando i percorsi di educazione alla differenza, al rispetto dei generi e delle diversità».
«Abbiamo promosso questo sciopero – precisa l’Usi – in piena sintonia con Non una di Meno». I promotori, infatti, si riconoscono nella lotta «per la dignità e la libertà di tutte le donne del mondo, per l’opposizione alla violenza di genere in tutte le sue forme e per l’emancipazione completa di tutte e tutti».
Il successo della manifestazione ha stupito gli stessi organizzatori di una protesta che esulava dalle tematiche strettamente lavorative e perciò non aveva raccolto l’adesione dei sindacati aderenti alle principali confederazioni, a parte l'Flc-Cgil.

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