Gazzetta di Reggio

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«Io, 80enne multata da Seta ingiustamente» 

Silvana Soragni racconta la sua disavventura: «Mi hanno umiliata, sono debole ma non chino la testa»

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REGGIO EMILIA. «Ho preso il tram alle 11.55, alle 11.59 è salito il controllore e mi ha fatto la multa. Ma io sono anziana, l’autobus correva e le mie gambe non mi hanno permesso di arrivare all’obliteratrice in quattro minuti scarsi». A raccontare questa vicenda è la protagonista, Silvana Soragni, combattiva 80enne reggiana. Che è decisa ad andare avanti fino in fondo per ottenere «giustizia. Mi hanno umiliato, il controllore (che era una donna) mi ha trattato male ma io non ci sto, a costo di arrivare a denunciare alle televisioni nazionali».
La vicenda si ambienta il primo marzo quando, poco prima di mezzogiorno, la Soragni sale sull’autobus. «Erano le 11.55 – prosegue la donna – io avevo preso il bus dalla fermata di San Maurizio. Quindi ho provato a obliterare ma la macchinetta più vicina a me non funzionava, o forse era il mio biglietto che era difettoso. Così ho provato a raggiungere la seconda macchinetta ma il mezzo correva e mi sono dovuta sedere a causa degli scossoni, le mie gambe visto l’età non mi hanno retto».
Dopo poco però prosegue il racconto, sul tram sale il controllore: «Alle 11.59 è salita sul mezzo e mi ha chiesto il biglietto. Io ho provato a chiederle gentilmente se poteva timbrarlo lei alla seconda macchinetta, spiegandole la mia situazione, ma non ha voluto sentire ragioni. “No signora lei non è speciale, è come tutti gli altri” mi ha risposto».
Così alla Soragni viene inflitta una multa da 66,50 euro, se pagata entro sessanta giorni.
«Posso capire se fossero due ore che stavo sul tram, o se non avessi avuto il biglietto, ma io non sono una ladra. Ho 80 anni e mi hanno umiliata, ci perdo il sonno la notte».
Così, grazie anche all’aiuto della figlia, l’anziana decide di fare ricorso a Seta.
«Ma qui comincia un altro calvario – conclude la Soragni – al telefono non rispondono mai, negli uffici non c’è mai nessuno o se ci stanno non ti sanno dire nulla, mia figlia si è dovuta prendere dei permessi dal lavoro perfettamente inutili. Alla fine abbiamo scaricato un modulo da internet e lo abbiamo compilato e spedito. Senza ricevere nessun tipo di risposta. Io non voglio l’elemosina ma voglio le cose giuste, secondo lei è un servizio pubblico questo?». (l.g.)
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