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Un jukebox per i 10 anni della “Maramotti” 

Un jukebox per i 10 anni della “Maramotti” 

L’installazione dell’artista ceco Kristof Kintera verrà inaugurata il 18 marzo in piazza della Vittoria

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REGGIO EMILIA. “Il suono è ovunque” dice il titolo dell’iniziativa che la Collezione Maramotti, in collaborazione con il Comune di Reggio Emilia, sta preparando per la terza settimana di marzo in piazza della Vittoria.
E pare quasi una risposta alla domanda posta su queste nostre pagine: cosa fare per valorizzare l’ampio spazio cittadino appena rimesso a nuovo?
Una cosa semplice quanto suggestiva: trasformarla ogni tanto in una galleria d’arte all’aria aperta.
Un piccolo esperimento lo potremo vivere il 18 marzo in coincidenza con l’inaugurazione, nella vecchia sede di Max Mara, della complessa installazione scultorea “Postnaturalia” realizzata dall’artista ceco Kristof Kintera, con la collaborazione di Richard Weisner e Ratislav Jukas: una ricca serie di suggestioni che l’artista di Praga miscelerà in vari punti della città.
Una di queste – in occasione del decennale della Collezione Maramotti – verrà appunto collocata in piazza della Vittoria, nello spazio che corre fra il monumento ai caduti e il teatro Valli.
Scelta non casuale, perché si tratta di un Jukebox stilizzato capace di offrire ai passanti brani di musica fra i più conosciuti, passando dalla voce di Luciano Ligabue al canto di “Bella ciao”: motivi consueti per le nostre orecchie e presumibilmente graditi.
È una curiosità che si aggiunge al modo in cui Kintera presenta le sue idee coniugate sul “post naturale” con suggestioni ironiche, amare o gioiose, nel quadro di una complessa interrogazione sociale e politica del nostro tempo nella speranza di sollecitare maggior consapevolezza su una questione di grande attualità che gli sta particolarmente a cuore: il rapporto con la natura.
Anche nella sede della Collezione Maramotti, Kintera non si limiterà agli spazi consueti all’interno della struttura ma uscirà nel giardino, sotto le piante, con opere protese verso il cielo o prostrate verso la terra, con strutture raccolte nei boschi del suo Paese, immerse e congelate in bagni d’argento. Invaderà inoltre un angolo della sezione naturalistica dei Civici Musei per cui accanto al nostro Lazzaro Spallanzani verranno collocati disegni e incisioni storiche, pagine di erbari, testi e immagini che documentano il processo di creazione delle opere in laboratorio o presenti in mostra.
In sostanza un modo originale di invadere la città, approfittando appunto del “palcoscenico” della piazza rimessa a nuovo. Tutto ciò avrà la durata di un mese.
E chissà che, se l’esperimento avrà successo, non sia l’occasione per aprire un nuovo motivo di richiamo per gli ospiti e per i reggiani. (l.v.)

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