Gazzetta di Reggio

Reggio

«Aiutateci, il carcere sta scoppiando» 

di Enrico Lorenzo Tidona
«Aiutateci, il carcere sta scoppiando» 

Pulce sovraffollata, disordini e rinforzi al palo: agenti della Penitenziaria in stato di agitazione pronti a manifestare

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REGGIO EMILIA. L’ex Opg è stato restaurato e dentro potrebbero trovare posto una centinaio di detenuti che si sommano a quelli già presenti nel carcere reggiano della Pulce. Un toccasana, in teoria, visto che la Pulce è al completo. Ma questo “sfogo” strutturale rappresenta la goccia che sta facendo traboccare il vaso delle proteste da parte degli agenti della Polizia Penitenziaria di Reggio, pronti a scendere in piazza se non arriveranno presto rinforzi. All’appello mancano infatti 3 commissari, di cui uno con funzioni di comandante di reparto assegnato definitivamente in pianta stabile e con capacità di riorganizzare l'intera struttura carceraria. A questi servirebbe aggiungere 11 ispettori, 11 sovrintendenti e una 50 di agenti assistenti «per gestire struttura con livelli adeguati», come racconta Michele Malorni , segretario provinciale del Sappe. «La parte Opg restaurata - racconta l’agente - dovrebbe essere da qui a poco occupata. Ma per farlo bisogna rendere gli spazi agibili a ricevere nuova popolazione detenuta. Quello l’amministrazione non vuole capire, a quanto sembra, è che l’Opg era una struttura sanitarizzata. Gli internati era seguiti solo in parte dalla polizia. Poi c’erano medici, infermieri, operatori sanitari eccetera. Oggi, trasformandola in carcere con un cambio d’uso per pene anche elevate, necessita di rinforzi di personale della Penitenziaria. Noi siamo già oltre il limite: c’è il processo Aemilia che ci fa lavorare ben oltre gli orari. Poi tutto il resto: alla Pulce non c’è più posto e succede di tutto. Non facciamo più ferie, non possiamo stare con le nostre famiglie. Siamo davvero allo stremo. Figurarci seguire un’altra struttura in queste condizioni».
La vita in carcere è dura anche per i fatti che si susseguono al suo interno. Disordini a non finire. Come venerdì scorso, quando un detenuto di origini africane ha danneggiato un intero reparto detentivo, fortunatamente senza ferire alcun poliziotto. Poi sabato ha danneggiato due celle e infine è stato trasferito a Belluno «dove ha sequestrato un collega ferendolo e danneggiava il reparto - racconta Malorni - Sabato sera un magrebino si è inferto autolesioni, domenica mattina c’è stata un'aggressione tra detenuti, domenica sera un detenuto magrebino si è cucito la bocca e lunedì sera un magrebino ha tentato di impiccarsi nel bagno della cella. È grazie alla professionalità e al tempestivo intervento della Polizia Penitenziaria che si è evitato il peggio».
Il problema è che per garantire tutte le incombenze, alcune posizioni rischiano di rimanere scoperte. C’è poi un ritardo anche nelle dotazioni tecnologiche. «Andiamo avanti solo grazie al senso del dovere del personale» conclude il segretario del Sappe, che lancia l’ennesimo grido di allarme «perché tutte le figure deputate ad intervenire lo facciano senza indugio per prevenire fatti che potrebbero mettere a serio rischio la sicurezza dell'intera struttura. Abbiamo indetto lo stato di agitazione con l’astensione dalla mensa e si attende che il Provveditore della regione Emilia Romagna e Marche venga a far visita negli istituti penali di Reggio ed incontri il personale di Polizia Penitenziaria».

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