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Banco Emiliano, ultimo atto maxi perdita da 36 milioni 

di Enrico Lorenzo Tidona
Banco Emiliano, ultimo atto maxi perdita da 36 milioni 

È il terzo rosso di fila, quello del 2016, generato da ulteriori ingenti svalutazioni Il 26 marzo si vota il documento che precede la fusione con Emil Banca

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REGGIO EMILIA  Cala il sipario “rosso” sul Banco Cooperativo Emiliano e si apre la scena su Emil Banca. Un processo di fusione tra la bcc di Reggio Emilia e quella di Bologna (quest’ultima prevalente sulla prima), che porta con se diversi passaggi separati prima di diventare un’entità unica.

Il bilancio 2016 di Banco Emiliano sarà votato in assemblea ordinaria domenica 26 marzo 2017 alle Fiere di Reggio. Alla fine del documento c’è una perdita di 36 milioni di euro. Il peggior rosso della storia della Bcc reggiana, che aveva segnato già perdite consecutive per un totale 24 milioni di euro nel biennio 2014-2015. La terza maxi perdita deriva dall’ultimo atto della presidenza affidata a Giuseppe Alai.

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La fusione alle porte con Emil Banca - che sarà operativa dal primo aprile - ha effetto sui conti del 2016, frutto della sommatoria di una serie di svalutazioni e rettifiche che appesantiscono il fardello a fine bilancio. Una sorta di pulizia finale per giungere candidi come non mai all’altare con Emil Banca e puntare, come scrive lo stesso Alai nella lettera ai soci, «a un futuro risultato positivo e il conseguente ritorno al dividendo sul capitale sociale» dopo tre anni di digiuno.

L’esercizio 2016 assorbe infatti la svalutazione dei crediti in sofferenza già ceduti, delle inadempienze probabili svalutate per un terzo e inoltre anticipa ulteriori svalutazioni che saranno obbligatorie dall’entrata in vigore della prossima normativa sul bilancio 2018 dettate dalla Bce.

«Porteremo nella nuova banca anche un credito di imposta per 18 milioni di euro» scrive Alai ai 18mila soci di Banco Emiliano, «che incideranno positivamente sull’imposizione fiscale del futuro a favore della ricostituzione del patrimonio aziendale, degli utili distribuiti come dividendi e per il rilancio delle attività sociali nel nostro territorio». La perdita è generata dalla cessione delle sofferenze “reg- giane” per un valore di 140 milioni di euro e per accantonamenti prudenziali sui rischi ulteriori che non si vogliono spostare al futuro. Una perdita che viene coperta patrimonialmente dall’intervento del Fondo Temporaneo delle Bcc che ha già erogato al Banco Emiliano 30 milioni di euro di prestito subordinato senza scadenza. In pratica, la bcc reggiana viene incorporata da Bologna completamente priva di fardelli e altamente patrimonializzata, con il cda che pende su Bologna.

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