Il silenzio composto del mondo metal ai funerali di Artio
Quattro Castella, tanti giovani all’addio al chitarrista 31enne Lungo corteo a piedi da Coviolo a Rivalta per l’ultimo viaggio
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QUATTRO CASTELLA. Un commosso corteo lungo il vialetto del cimitero di Rivalta. È stato questo l’ultimo viaggio di “Artio”, Andrea Artioli, il chitarrista metal morto improvvisamente a soli 31 anni di età.
Ad accompagnarlo i genitori, la fidanzata Corinna, gli altri famigliari e tanti amici. Ma dietro il carro funebre bianco c’erano soprattutto giovani e giovanissimi. Volti strisciati di lacrime di amici e fan che amavano quel chitarrista con la barba capace di regalare emozioni con la sua musica e con la sua grande amicizia.
Andrea Artioli è morto intorno alla due di notte di sabato scorso, 4 marzo, nella sua casa di via Cesare Pavese nel quartiere di Puianello a Quattro Castella. Una morte improvvisa, per un malore che non gli ha lasciato scampo. I soccorsi sono stati inutili: Andrea se ne è andato in pochi drammatici minuti.
Un dolore immenso per la famiglia: impossibile accettare la morte di un ragazzo giovane e forte come Artio. Il suo corpo è stato portato prima all’obitorio di Coviolo e da qui, lunedì scorso, nel reparto di medicina legale dell’ospedale di Modena. Martedì l’autopsia e ieri i funerali.
Funerali sobri ma sentiti. Dietro il carro funebre la madre Paola, distrutta dal dolore, abbracciata e coccolata dal marito Werther. Affianco alla donna c’era Corinna, la fidanzata di Artio. Le due hanno camminato a fianco, stringendosi le mani a vicenda, quasi a suggellare un’unione che supera, anzi sfida la morte. A completare il triste quadro Laura, la sorella del chitarrista, anche lei con la mano stretta a Corinna.
Dietro di loro gli amici, soprattutto quelli di Artio, riconoscibili per l’età e per i vestiti stile metal. Andrea nella vita installava impianti d’allarme ma la sua passione era la chitarra e la musica metal che ascoltava, suonava e amava. Era soprattutto il chitarrista del gruppo trash metal degli Injury. Un gruppo musicale noto ben oltre i confini di Reggio e con cui Artio si è esibito in tanti posti. Una band che in questi giorni è stata in prima fila affianco ai genitori di Andrea per alleviare il dolore di una morte assurda e inattesa.
E al suo funerale ha partecipato gran parte del mondo della musica metal, doom ed heavy di tutta la provincia di Reggio Emilia e non solo. Un mondo spesso considerato “troppo rumoroso” ma capace di un silenzio sentito e composto dietro la bara dell’amico che non c’è più.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Ad accompagnarlo i genitori, la fidanzata Corinna, gli altri famigliari e tanti amici. Ma dietro il carro funebre bianco c’erano soprattutto giovani e giovanissimi. Volti strisciati di lacrime di amici e fan che amavano quel chitarrista con la barba capace di regalare emozioni con la sua musica e con la sua grande amicizia.
Andrea Artioli è morto intorno alla due di notte di sabato scorso, 4 marzo, nella sua casa di via Cesare Pavese nel quartiere di Puianello a Quattro Castella. Una morte improvvisa, per un malore che non gli ha lasciato scampo. I soccorsi sono stati inutili: Andrea se ne è andato in pochi drammatici minuti.
Un dolore immenso per la famiglia: impossibile accettare la morte di un ragazzo giovane e forte come Artio. Il suo corpo è stato portato prima all’obitorio di Coviolo e da qui, lunedì scorso, nel reparto di medicina legale dell’ospedale di Modena. Martedì l’autopsia e ieri i funerali.
Funerali sobri ma sentiti. Dietro il carro funebre la madre Paola, distrutta dal dolore, abbracciata e coccolata dal marito Werther. Affianco alla donna c’era Corinna, la fidanzata di Artio. Le due hanno camminato a fianco, stringendosi le mani a vicenda, quasi a suggellare un’unione che supera, anzi sfida la morte. A completare il triste quadro Laura, la sorella del chitarrista, anche lei con la mano stretta a Corinna.
Dietro di loro gli amici, soprattutto quelli di Artio, riconoscibili per l’età e per i vestiti stile metal. Andrea nella vita installava impianti d’allarme ma la sua passione era la chitarra e la musica metal che ascoltava, suonava e amava. Era soprattutto il chitarrista del gruppo trash metal degli Injury. Un gruppo musicale noto ben oltre i confini di Reggio e con cui Artio si è esibito in tanti posti. Una band che in questi giorni è stata in prima fila affianco ai genitori di Andrea per alleviare il dolore di una morte assurda e inattesa.
E al suo funerale ha partecipato gran parte del mondo della musica metal, doom ed heavy di tutta la provincia di Reggio Emilia e non solo. Un mondo spesso considerato “troppo rumoroso” ma capace di un silenzio sentito e composto dietro la bara dell’amico che non c’è più.
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