Gazzetta di Reggio

Reggio

san polo 

Ladri costretti a fuggire grazie all’allarme social

Ladri costretti a fuggire grazie all’allarme social

SAN POLO. Trenta villette collegate con Whatsapp contro un nemico comune: i ladri. E l’antifurto social funziona. Grazie al controllo di vicinato, mercoledì sera, è stato sventato un tentativo di...

2 MINUTI DI LETTURA





SAN POLO. Trenta villette collegate con Whatsapp contro un nemico comune: i ladri. E l’antifurto social funziona. Grazie al controllo di vicinato, mercoledì sera, è stato sventato un tentativo di furto ai danni di una famiglia che abita in via Campo d’Avetto. Un abitante del quartiere, verso le 21, ha notato tre figure maschili, a volto scoperto, che stavano scavalcando la recinzione della villetta e subito ha telefonato ai carabinieri che sono arrivati in pochi minuti. I tre malviventi sono scappati. Intanto era partito il tam tam su Whatsapp per avvisare tutti dell’episodio.
I proprietari della villetta, due anziani coniugi, non si sono accorti di nulla. L’estate scorsa erano stati rapinati da tre banditi. «Quando, il mattino dopo sono andata ad avvisarli di quanto era accaduto la sera precedente, sono rimasti sgomenti ma mi hanno ringraziato a lungo – dice Roberta Sacchi, 44 anni, consulente di prodotti cosmetici in vendita diretta, ideatrice ed amministratrice del gruppo social Caccia al Ladro – l’idea l’ho avuta un paio d’anni fa dopo che un mio vicino era venuto a dirmi che aveva trovato degli estranei sotto il suo portico in pieno pomeriggio. Il giorno dopo ho suonato i campanelli di tutti i vicini per spiegare quello che volevo fare. Poi ci siamo incontrati per conoscerci meglio e, visto che ci sono persone che fanno i turni, riusciamo ora a coprire la sorveglianza anche in orari inusuali, durante la notte e al mattino presto».
Il quartiere comprende cinque vie, (via Ho Chi Min, via Campo d’Avetto, via Kennedy, via M.L. King e via Fosse Ardeatine), in tutto trenta villette, ed ha due ingressi principali. Con un normale controllo di vicinato è facile individuare auto e persone estranee.
Il gruppo ha trenta iscritti e fino ad ora ha funzionato bene. Ci sono stati anche episodi divertenti: «Una mattina presto vedo un’auto con due persone che non riconosco. La seguo e scopro che era il mio vicino di casa che stava andando in gita con una vettura che non avevo mai visto. Un’altra volta c’era una macchina sospetta a fari spenti. Siamo andati a vedere ed era uno che aveva bisogno di una spinta per farla ripartire. Personalmente – prosegue – quando parto o rientro a casa, soprattutto al mattino presto o la sera tardi, faccio alcuni giri del quartiere». «Quando ci sono incontri organizzati dalle forze dell’ordine e dal Comune contro le truffe e i furti, li segnaliamo a tutti. Quando ero una bambina – conclude con nostalgia la Sacchi – le porte di casa erano sempre aperte. Oggi dobbiamo rinchiuderci e guardarci con sospetto l'un l'altro. Per fortuna che nel nostro quartiere i rapporti di vicinato sono buoni e così possiamo aiutarci a vicenda».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google