Gazzetta di Reggio

Reggio

«Poiatica, i nostri timori  ascoltati dalla procura» 

di Adriano Arati
«Poiatica, i nostri timori  ascoltati dalla procura» 

Carpineti: il comitato “Fermare la discarica” commenta l’inchiesta della Dda Il sindaco Borghi: «Non ne sapevo nulla, mi auguro finisca senza problemi»

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CARPINETI . «Come si può voler aggravare la situazione di Poiatica proprio quando anche la direzione antimafia apre un fascicolo sulla discarica?».
Sono giorni sempre più tesi attorno alla discarica di Poiatica, il vasto sito di smaltimento rifiuti nel territorio carpinetano, che è stato chiuso nel 2014 ed ora è al centro di tante ipotesi sul percorso da effettuare per chiuderlo definitivamente, fra cui l’utilizzo di altri rifiuti.
Ieri la Gazzetta ha rivelato come la Direzione distrettuale antimafia di Bologna abbia aperto un fascicolo d’indagine per il reato di traffico illecito di rifiuti a Poiatica, parlando anche delle vecchie segnalazioni sulla presunta presenza di tracce di radioattività.
La Dia ha raccolto le precedenti inchieste della magistratura reggiana e le perizie della forestale, dell’Ispra e del Politecnico di Milano. Una notizia accolta con parecchie emozioni, anche in contrasto fra loro, dai componenti del comitato “Fermare la discarica”, da anni in opposizione a Poiatica: «Oscilliamo, in queste ore, tra una gioia immensa per l’avvio di un percorso che sembra voler far luce su venti anni di gestione di discarica e l’angoscia di tutti quei timori, come residenti vicino la discarica, che ora diventano realtà», affermano dal comitato. E parlano di «grande liberazione».
«Abbiamo da sempre invocato l’intervento delle istituzioni per far emergere quei dubbi che troppo spesso abbiamo denunciato, anche venendo tacciati di allarmismo, e che ora vengono ascoltati dalla giustizia italiana e dalla procura reggiana e bolognese, in particolare», spiegano.
Da qui però si passa all’attualità, e alle tre ipotesi – contenute in uno studio dell’università di Bologna – per completare il ciclo della discarica. Fra queste, la soluzione dal maggior profitto economico è quella che prevede l’uso di altri rifiuti.
Il comitato è contrario e vede nell’inchiesta un sostegno: «Ci chiediamo con quale coraggio la politica regionale, oggi, potrebbe voler aggravare una tale delicata situazione continuando a smaltire i rifiuti a Poiatica sotto il falso nome di “riqualifica” o “messa in sicurezza”, posto che se fosse vero quanto dello sul fatto che la discarica non sia stata chiusa in sicurezza, anche in questo caso andrebbero certificate le responsabilità».
«Non sapevo nulla dell’inchiesta, ne prendo atto e mi auguro che si concluda senza conseguenze e senza ulteriori problemi», commenta invece il sindaco carpinetano Tiziano Borghi.

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