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Sicurezza, le 17mila firme nelle mani di Pietro Grasso 

Sicurezza, le 17mila firme nelle mani di Pietro Grasso 

I sindaci della zona delle ceramiche ricevuti a Roma dal presidente del Senato Consegnate le adesioni alla petizione sulla pena certa per gli autori di furti in casa

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SCANDIANO. Approdano a Roma, alla presidenza del Senato, le 17mila firme della petizione della zona ceramiche per chiedere certezza della pena per chi commette furti, fenomeno in crescita nel comprensorio reggiano. Ieri mattina i sindaci Emanuele Cavallaro di Rubiera, Fabrizio Corti di Baiso, Alessio Mammi di Scandiano, Alberto Vaccari di Casalgrande e Giorgio Zanni di Castellarano erano nella capitale per un incontro con il presidente del Senato, Pietro Grasso.
Un incontro che ha avuto come tema la petizione che i cinque primi cittadini, assieme al collega di Viano Giorgio Bedeschi assente per motivi personali, hanno lanciato un mese fa sul portale internet Change.org. È un appello perché sia garantita la certezza della pena per gli autori di furti in abitazioni, in molti casi catturati ma poi liberati a stretto giro. La petizione ha superato quota 17mila firme e ieri è stata consegnate alle principali istituzioni italiane.
Accompagnati dalla senatrice reggiana del Pd, Leana Pignedoli, i cinque sindaci prima hanno incontrato il presidente dei senatori Pd Luigi Zanda e il senatore Pd Giuseppe Cucca, relatore della riforma del codice penale che prevede l'inasprimento delle pene per i furti in abitazione. In un secondo momento, sono saliti nelle stanze della seconda carica dello Stato, il presidente del Senato.
Grasso, raccontano i cinque sindaci reggiani, ha «compreso le nostre ragioni. Essendo stato vittima (molti anni fa) di un furto nella sua casa, ben sa come ci si sente quando viene invasa la propria intimità».
Con l’arrivo della petizione nelle mani di Grasso, si spera in un passo avanti di quelli pesanti: «Certamente è importante incrementare il presidio sul territorio delle forze dell’ordine, ma serve anche tanto lavoro di squadra da parte di tutti, e, naturalmente, pene certe. Chi viene arrestato per un reato non può e non deve rimanere a piede libero, deve scontare la sua pena, ancor più se ha reiterato tali crimini», sostengono gli amministratori. E per fare questo «servono strumenti che mettano in rete quanto avviene in tutte le regioni del Paese e, certamente, norme ad hoc. L’attenzione del presidente Grasso su questo tema è massima e ci ha garantito che non mancherà di esercitare ancor più la sua moral suasion in tal senso».
Anche la prima tappa con Cucca, il relatore del disegno di legge sul processo penale, potrebbe essere utile in questo senso. Si è discusso di provvedimenti e soprattutto di tempistiche, ed è stata un’occasione «per raccontare come le nostre istituzioni locali stiano operando per contrastare il fenomeno ormai insostenibile».
Il disegno di legge che contiene un inasprimento della pena per chi compie furti in abitazione o scippi sarà esaminato in Senato la settimana prossima, con 17mila firme in più, sperano i sindaci reggiani, ad accelerare i tempi. (adr.ar.)

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