Gazzetta di Reggio

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«Vi racconto mio padre, Giannetto» 

di Luigi Vinceti
«Vi racconto mio padre, Giannetto» 

Giorgio Cimurri parla di suo padre, mitico massaggiatore dei ciclisti più celebri: «Girò il mondo ma tornò sempre a Reggio»

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REGGIO EMILIA. Il mondo della bicicletta va in passerella. Accadrà domani quando, nei Chiostri di San Domenico, verranno inaugurate due mostre che raccontano l’evoluzione storica e tecnologica delle due ruote a pedale. Un modo originale di annunciare l’arrivo nella nostra città, giovedì 18 maggio, della dodicesima tappa del Giro ciclistico d’Italia e la partenza del tredicesimo percorso. I concorrenti in gara saranno in sella a piccoli capolavori d’ingegneria, ben diversi da quelli d’inizio Novecento. Quando le bici erano meccanismi aggregati alla bella meglio per muoversi su strade polverose e piene di buche.
«Mio padre le conosceva bene – racconta a questo proposito Giorgio Cimurri figlio del mitico Giannetto – perché lui stesso aveva provato a gareggiare nei primi anni dello scorso secolo prima di restare vittima di un incidente». Un brutto intoppo che però a quanto pare lo ha aiutato a trasformarsi in un massaggiatore speciale sino a diventare la “mano santa” di tanti campioni di livello mondiale. «Era l’estate del 1921 – ricorda il figlio – quando venne urtato mentre gareggiava a San Maurizio lungo la via Emilia in direzione di Bologna. Fu costretto ad uno stop di oltre un anno per una botta tremenda ad un ginocchio. A curarlo, insieme al professor Gazzotti, fu la fisioterapista di un istituto religioso, suor Amelia, che pian piano gli rimise in ordine l’arto infortunato e lo incuriosì per l’abilità dimostrata. A tal punto che cercò di imitarla e iniziò la sua carriera diventando un ottimo massaggiatore».
Fino a diventare il più famoso nella storia del ciclismo. «Aveva riprovato a diventare ciclista e nel 1926 si iscrisse al Pedale Reggiano ma non gli riuscì ad affermarsi e allora si mise a fare il portatore d’acqua e a massaggiare i muscoli per gli atleti della società sportiva Nicolò Biondo che contava due glorie reggiane del tempo, Iori e Scorticati. Nel 1929 fondò il Velo Club e venne a contatto con Ottavio Bottecchia ed Alfredo Binda ed iniziò così la sua ascesa».
Giannetto partecipò a 40 Giri d’Italia, per 34 anni come massaggiatore della Nazionale italiana di ciclismo. Al suo attivo anche 8 Olimpiadi, 74 Campionati del Mondo fra strada, pista e ciclocross. Viaggiò tutto il mondo ma tornò sempre a Reggio.
«Questa era la sua terra, qui aveva gli amici e la famiglia. E qui ha portato alcune bici di campioni conosciuti in tutto il mondo, da Coppi a Bartali, Magni, Moser solo per ricordarne alcuni. Veri e propri cimeli».

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