«Ditemi perché mio papà è morto»
Rubiera: Mauro Reggiani travolto da un camion. La figlia: voglio sapere la verità
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RUBIERA . «Vogliamo sapere quali sono le cause che hanno portato alla morte di nostro padre. Se è stato colpito da un malore o, al contrario, se lo schianto è stato fatale». All’indomani della tragica scomparsa di Mauro Reggiani, il cicloamatore carpigiano di 74 anni travolto da un camion giovedì mattina alla rotatoria sulla provinciale 85 tra Fontana di Rubiera e campogalliano, la figlia, Licia Reggiani, chiede che emerga la verità sulla morte di quel padre amatissimo, che soltanto poche ore prima stava accudendo i suoi nipoti.
«Giovedì sera era a casa mia per stare con i quattro nipoti, cui era molto legato – racconta Licia –. Siamo una famiglia molto unita e questo lutto porta con sé un dolore indescrivibile. Per quanto riguarda la dinamica, stiamo aspettando di capire esattamente cosa sia successo. La sete di vendetta non potrà mai riportare in vita mio padre: quello che chiedo è che venga ricostruita l’esatta causa che l’ha portato alla fine dei suoi giorni. E che cos’ha detto in quei momenti, nel caso abbia detto qualcosa».
Oltre alla figlia Licia, al figlio Daniele e alla moglie Loretta, tutti sconvolti per l’accaduto, Mauro lascia numerosi amici che ieri mattina si sono radunati in un momento di cordoglio al bar del Tennis club di via Marx a Carpi. «Ci trovavamo con Mauro, alla sera a giocare a carte – ricorda Marino Canazza, amico di Reggiani –. Lui non giocava a tennis, ma amava molto la bicicletta. Mauro aveva un carattere stupendo: quando si arrabbiava, la sfuriata durava pochissimo e ritornava subito sereno. Si parlava di tutto con lui: di escursioni in bicicletta, di famiglia. Siamo un gruppo di una decina di amici profondamente addolorati per questa morte improvvisa».
Attualmente, il corpo di Reggiani si trova ancora a disposizione della procura di Reggio e la famiglia resta in attesa del nulla osta per il funerale.
«Giovedì sera era a casa mia per stare con i quattro nipoti, cui era molto legato – racconta Licia –. Siamo una famiglia molto unita e questo lutto porta con sé un dolore indescrivibile. Per quanto riguarda la dinamica, stiamo aspettando di capire esattamente cosa sia successo. La sete di vendetta non potrà mai riportare in vita mio padre: quello che chiedo è che venga ricostruita l’esatta causa che l’ha portato alla fine dei suoi giorni. E che cos’ha detto in quei momenti, nel caso abbia detto qualcosa».
Oltre alla figlia Licia, al figlio Daniele e alla moglie Loretta, tutti sconvolti per l’accaduto, Mauro lascia numerosi amici che ieri mattina si sono radunati in un momento di cordoglio al bar del Tennis club di via Marx a Carpi. «Ci trovavamo con Mauro, alla sera a giocare a carte – ricorda Marino Canazza, amico di Reggiani –. Lui non giocava a tennis, ma amava molto la bicicletta. Mauro aveva un carattere stupendo: quando si arrabbiava, la sfuriata durava pochissimo e ritornava subito sereno. Si parlava di tutto con lui: di escursioni in bicicletta, di famiglia. Siamo un gruppo di una decina di amici profondamente addolorati per questa morte improvvisa».
Attualmente, il corpo di Reggiani si trova ancora a disposizione della procura di Reggio e la famiglia resta in attesa del nulla osta per il funerale.
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