Gazzetta di Reggio

Reggio

In città la fabbrica cinese della droga 

di Leonardo Grilli
In città la fabbrica cinese della droga 

La polizia ha scoperto 648 piante di marijuana in uno stabile di via Ancini. Arrestato il coltivatore dopo una breve fuga

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REGGIO EMILIA. Ancora una fabbrica della droga a marchio cinese scoperta a Reggio Emilia. E questa volta, a differenza dei casi precedenti in cui i “coltivatori” lavoravano nella Bassa, la produzione avveniva alle porte dal centro città. All’interno di un anonimo edificio rurale in via Pietro Ancini, una piccola traversa di via Marx in zona Case Pirondi, la polizia di Reggio Emilia ha scoperto una vasta coltivazione di marijuana.
Piantine cresciute sempre con lo stesso metodo e con le stesse apparecchiature degli altri casi scoperti dalle forze dell’ordine in tutta la provincia. In una sorta di produzione industriale cinese che si sta allargando a macchia d’olio in tutto il centro-nord dell’Italia.
Le indagini sono state condotte dal personale della squadra mobile della questura che, assieme al reparto Prevenzione crimine, la scorsa settimana ha effettuato il blitz.
I poliziotti hanno fatto irruzione all’interno del fabbricato, certi che all’interno avrebbero trovato la droga. E così è stato. All’interno dello stabile infatti sono state trovate 648 piante di marijuana in vario stato di maturazione, numerose lampade alogene necessarie per far crescere velocemente la coltivazione e un impianto di aspirazione per ciascuna stanza adibita alla coltivazione dello stupefacente. Una misura fondamentale per eliminare il forte odore della marijuana.
L’impianto di areazione e di illuminazione era collegato abusivamente all’impianto elettrico dal quale traeva, illegalmente, l’energia. All’interno dell’edificio di via Ancini è poi stato rintracciato e bloccato anche il “produttore” che alla vista degli agenti ha tentato di darsi alla fuga.
Si tratta di Lin Fei Yang, nato in Cina nel 1993, non in regola con le norme sul soggiorno. L’uomo è stato condotto in carcere e il gip di Reggio Emilia, Giovanni Ghini, su richiesta del pm Stefania Pigozzi, sulla scorta degli elementi raccolti ha convalidato l’arresto e ha disposto la misura cautelare della custodia in carcere per l’arrestato.
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