Gazzetta di Reggio

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Omicidio Montruccoli, Taormina litiga con il pm e lancia la toga  

di Tiziano Soresina
Omicidio Montruccoli, Taormina litiga con il pm e lancia la toga  

Reggio Emilia, più volte accusato di suggerire le risposte all’imputato, il legale sbotta: «Ferita la mia onorabilità, rinuncio al mandato»

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QUATTRO CASTELLA. Come al processo per il delitto di Cogne. L’avvocato Carlo Taormina, dopo averlo minacciato con rabbia un paio di volte, non ci ha messo molto venerdì – nel bel mezzo, in Assise a Reggio, del procedimento per i tragici fatti del 2 015 alle Forche di Puianello – a lanciare la toga ed andarsene con passo svelto dall’udienza gridando «Basta! Rinuncio al mandato! Non posso tollerare questo continuo oltraggio alla mia persona!».

Un colpo di scena che lascia di sasso tutti, per di più in un’aula piena di gente perché è un’udienza molto attesa, dato che sta parlando da due ore l’imputato numero uno, cioè l’albanese 29enne Fatmir Hykay accusato d’aver colpito a coltellate i fratelli Montruccoli (Marco rimase ucciso, Matteo è salvo per miracolo).

Per come, fin lì, si era snodata l’udienza, è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso, con Taormina molto innervosito dal “duello” con il pm Maria Rita Pantani durante l’interrogatorio di Hykay. Infatti il magistrato – pur mantenendo sempre calma e lucidità – ha a dir poco incalzato l’imputato, alzando spesso la voce per sottolineare le incongruenze con quanto emerso dai tre interrogatori affrontati dal giovane albanese in fase d’indagini. Ma per il pm il difensore, in certi momenti dell’interrogatorio, fa pure il “suggeritore” e se ne lamenta con il presidente della Corte, cioè Dario De Luca.

Veemente ed offensiva la reazione di Taormina: «Lei è fuori di testa!». Il pm non si scompone, ma replica: «In tutta la carriera non è mai stata detta una cosa simile...». Fra i due litiganti s’intromette con voce stentorea il presidente De Luca che invita l’avvocato a scusarsi. «Chiedo scusa – accoglie l’invito Taormina – ma io sto facendo il mio dovere con il massimo della correttezza. Comunque ci vuole la dovuta serenità nell’interrogatorio».

Osservazione, quest’ultima, accolta con indifferenza dal magistrato che non accetta neppure le scuse. Ma ecco la chiosa del giudice: «La serenità non c’è da nessuna delle due parti». Più avanti anche l’avvocato di parte civile Marco Fornaciari si lamenta per altri “suggerimenti” e il difensore sbotta di nuovo: «Riguarda la mia onorabilità, o finisce questa storia o rinuncio al mandato».

Parole profetiche. Di lì a poco l’imputato è titubante su una domanda («Quando ha denunciato Matteo Montruccoli per tentato omicidio?») e guarda insistentemente Taormina. Per il pubblico ministero il difensore sussurra a Hykay la data della denuncia e lo segnala con forza alla Corte. Apriti o cielo. Taormina se ne va urlando e non cambia idea nemmeno dopo il quarto d’ora di sospensione deciso dai giudici.

A quel punto viene nominato, come prevede la legge, un avvocato d’ufficio, cioè il legale Luigi Scarcella (l’avvocato dello studio Bucchi è in aula a seguire il processo) che non può far altro che chiedere un rinvio per valutare gli atti. Si torna in udienza fra due settimane, ripartendo dalla testimonianza così bruscamente troncata.
 

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