Colpo grosso al salumificio rubati 20 quintali di merce
di Ambra Prati
San Polo: raid notturno allo stabilimento Marazzi. La banda ha svuotato i bancali Poi la fuga con la carne macellata e già pronta per la consegna ai supermercati
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SAN POLO D’ENZA. Non solo furti di Parmigiano Reggiano: ormai le bande specializzate nell’agroalimentare prendono di mira anche i salumifici. Nella notte tra venerdì e ieri è toccato allo stabilimento Marazzi di via Fratelli Cervi 1, nella zona Cornacchia della frazione di Barcaccia, dove il raid ha fruttato agli ignoti malviventi un bottino di due tonnellate di insaccati e carne macellata, già pronta per la consegna ai supermercati.
L’allarme è stato lanciato alla centrale operativa dei carabinieri alle 7 di sabato dai titolari: nonostante al sabato il salumificio sia chiuso, il proprietario Giglio Battista Marazzi, che abita nel perimetro aziendale, ha notato che il cancello di ferro era stato manomesso. Durante il sopralluogo di furto, una pattuglia dei carabinieri della stazione di San Polo ha ricostruito l’accaduto: nottetempo i malviventi, dopo aver tagliato la recinzione esterna e forzato la porta d’ingresso posteriore, si sono introdotti all’interno dei locali che ospitano il magazzino del salumificio, da dove hanno portato via alcuni bancali con una ventina di quintali di insaccati. Bancali che i gestori hanno trovato vuoti, depredati da una banda di almeno tre o quattro persone, che devono aver impiegato diversi minuti per trasferire la refurtiva su un veicolo capiente. Un danno economico ingente, stando ai primi controlli, in attesa di un inventario esatto.
Sulla vicenda i carabinieri della stazione di San Polo d’Enza, competenti per territorio, hanno avviato le indagini per il reato di furto aggravato a carico di ignoti.
Non è la prima volta che il salumificio Marazzi diventa un bersaglio appetitoso per i predoni: esiste un precedente importante. Nel maggio 2011 si verificò un raid nello stesso salumificio, con i ladri che riuscirono a caricare su un camion Mercedes della stessa ditta e a fuggire con una tonnellata e duecento chili tra prosciutti, salami, insaccati vari.
In quella occasione, alcuni particolari del colpo (prima di andarsene, i ladri misero fuori servizio il sistema d’allarme e ripulì il circuito televisivo asportando il registrato) permisero di scoprire che gli autori erano gli stessi che la notte seguente rubarono 500 forme di Parmigiano Reggiano dal caseificio Selvapiana di Canossa. Pochi giorni dopo, durante il tentativo di rivendere la merce, cinque persone finirono in manette con l’accusa di ricettazione e oltre un milione di euro di refurtiva – la quasi totalità delle forme e dei salumi rubati – furono scoperti e recuperati nei magazzini della BM Autostrasporti di Canossa.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
L’allarme è stato lanciato alla centrale operativa dei carabinieri alle 7 di sabato dai titolari: nonostante al sabato il salumificio sia chiuso, il proprietario Giglio Battista Marazzi, che abita nel perimetro aziendale, ha notato che il cancello di ferro era stato manomesso. Durante il sopralluogo di furto, una pattuglia dei carabinieri della stazione di San Polo ha ricostruito l’accaduto: nottetempo i malviventi, dopo aver tagliato la recinzione esterna e forzato la porta d’ingresso posteriore, si sono introdotti all’interno dei locali che ospitano il magazzino del salumificio, da dove hanno portato via alcuni bancali con una ventina di quintali di insaccati. Bancali che i gestori hanno trovato vuoti, depredati da una banda di almeno tre o quattro persone, che devono aver impiegato diversi minuti per trasferire la refurtiva su un veicolo capiente. Un danno economico ingente, stando ai primi controlli, in attesa di un inventario esatto.
Sulla vicenda i carabinieri della stazione di San Polo d’Enza, competenti per territorio, hanno avviato le indagini per il reato di furto aggravato a carico di ignoti.
Non è la prima volta che il salumificio Marazzi diventa un bersaglio appetitoso per i predoni: esiste un precedente importante. Nel maggio 2011 si verificò un raid nello stesso salumificio, con i ladri che riuscirono a caricare su un camion Mercedes della stessa ditta e a fuggire con una tonnellata e duecento chili tra prosciutti, salami, insaccati vari.
In quella occasione, alcuni particolari del colpo (prima di andarsene, i ladri misero fuori servizio il sistema d’allarme e ripulì il circuito televisivo asportando il registrato) permisero di scoprire che gli autori erano gli stessi che la notte seguente rubarono 500 forme di Parmigiano Reggiano dal caseificio Selvapiana di Canossa. Pochi giorni dopo, durante il tentativo di rivendere la merce, cinque persone finirono in manette con l’accusa di ricettazione e oltre un milione di euro di refurtiva – la quasi totalità delle forme e dei salumi rubati – furono scoperti e recuperati nei magazzini della BM Autostrasporti di Canossa.
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