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Il silenzio di Costa sul congresso del Pd 

Il silenzio di Costa sul congresso del Pd 

Grandi manovre al via, ma il segretario temporeggia. Roberta Mori coordinatrice per Orlando, i renziani tutti al Lingotto

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REGGIO EMILIA. Il segretario provinciale Pd, Andrea Costa, non esce allo scoperto. E continua a dichiararsi un “garante” del partito: un modo come un altro per non posizionarsi, sebbene intorno a lui le grandi manovre siano già cominciate da un pezzo in vista di una tornata congressuale che si avvicina a grandi passi. In via Gandhi, ad oggi, regna il silenzio. Con il rischio che, per evitare il fuoco nemico, il segretario silente si trovi alla fine schiacciato dal fuoco incrociato dei duellanti: renziani contro orlandiani, dal momento che in terra reggiana non si registrano sostenitori della mozione Emiliano. I renziani sono tutti al Lingotto, dove da Reggio è partita una pattuglia di circa cinquanta persone. Quanto ai sostenitori di Andrea Orlando, si sono riuniti proprio ieri a Bologna, dando vita al comitato regionale della mozione. A coordinarlo, la consigliera regionale reggiana, Roberta Mori, capofila di una lista di adesioni che comincia ad arruolare sindaci, amministratori e parlamentari. Come i deputati Pd, Maino Marchi, Antonella Incerti e Paolo Gandolfi, ex civatiano che ha sposato la mozione Orlando insieme a tutta l’area Retedem. O come il sindaco di Rubiera, Emanuele Cavallaro, coordinatore provinciale della mozione, quello di Castelnovo Sotto, Maurizio Bottazzi, Alessandro Santachiara di Campagnola, Renzo Bergamini di Gualtieri, Paolo Cervi di Campegine. A favore della mozione Orlando, un po’ a sorpresa, anche il sindaco di Albinea, Nico Giberti, un altro ex civatiano. Un drappello eterogeneo, unito da un antirenzismo di base. E che, ad esclusione di Giberti, proviene da quella comune area di ex bersaniani ed ex lettiani da sempre vicina al segretario provinciale, che per ora tuttavia non si espone al pari del capogruppo Pd in sala Tricolore, Andrea Capelli, ex civatiano come Giberti. Ma che, a differenza di Giberti, alla fine potrebbe anche votare per Matteo Renzi, quanto meno seguendo la strada intrapresa dal sindaco di Reggio, Luca Vecchi, che ha già dichiarato pubblicamente il suo sostegno all’ex premier.
In silenzio per ora anche il consigliere comunale, Dario De Lucia, che su Facebook scrive di tutto, tranne il nome del candidato che sosterrà. Dal Lingotto, intanto, arrivano foto sorridenti. E ritraggono il sottosegretario alla giunta regionale, Andrea Rossi, la vicepresidente dell’Assemblea Legislativa, Ottavia Soncini, il presidente della Provincia, Giammaria Manghi, la parlamentare, Vanna Iori. Senza dimenticare il sindaco di Boretto, Massimo Gazza, quello di Vezzano, Mauro Bigi, la consigliera comunale reggiana, Maura Manghi. Una rappresentanza di renziani della prima, della seconda e della terza ora, parte dei quali nei giorni scorsi ha firmato un documento in cui chiedevano al capo della polizia, Franco Gabrielli, un aumento degli agenti a presidio del territorio. Il motivo? Paghiamo le tasse, vogliamo più poliziotti.
Questo il ragionamento in soldoni. Un segnale che, al netto delle date ufficiali, il congresso di fatto è già partito, mettendo al primo posto il tema sicurezza. Solo qualche giorno prima, l’appello online lanciato da Cavallaro sulla certezza della pena (argomento nelle mani del Guardasigilli e candidato Orlando) aveva superato le 17mila firme.
All’appello dei renziani, invece, mancavano firme eccellenti. Fra queste, proprio quella di Costa, che il giorno successivo ha stroncato la proposta: «Non è che siccome a Luzzara si versano allo Stato 50 milioni di Irpef all’anno e magari nel paese confinante molti meno, devo avere più carabinieri e poliziotti». Per Costa, è importante che «il Senato approvi la Riforma della Giustizia, che prevede processi più veloci e pene più severe per chi commette certi tipi di reati, come i furti nelle abitazioni». Argomento molto “orlandiano”. Segno che Costa sosterrà il ministro? Chi tace, parafrasando il proverbio, potrebbe finire per acconsentire. (e.spa.)

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