Gazzetta di Reggio

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«La giunta riparte da zero dopo 9 mesi di mandato» 

Casina: Rabotti, della minoranza, fa gli auguri alle 2 assessore ma critica Costi «Se ci avesse ascoltato a luglio, non sarebbe stato obbligato a rifare tutto»

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CASINA. «Ci fa piacere essere arrivati all’epilogo di questa vicenda, che avrebbe potuto concludersi prima se avessero avuto un atteggiamento di ascolto nei nostri confronti, anziché di preclusione». Così Giada Rabotti, consigliera di minoranza del gruppo “Per Casina”, ha commentato l’avvenuta designazione da parte del sindaco Stefano Costi delle due nuove assessore donne da inserire in giunta, Annalisa Violi, ex infermiera professionale, e Grazia Filippi, funzionaria amministrativa. «Il tema delle quote rosa personalmente mi ha interessato molto – ha proseguito la giovane consigliera comunale – sia perché sono una donna, sia perché evidenziare al sindaco Costi il problema dell’illegittimità della sua giunta tutta maschile era stato oggetto del mio esordio, durante il primo consiglio comunale; e si sa che le “prime volte” non si dimenticano mai. Tuttavia da parte della maggioranza la mia osservazione era stata vista solo come una sorta di sfogo proveniente da una ragazza di 25 anni e in generale una boutade della minoranza, guardata in modo stereotipato, come soggetto preposto sempre e solo a produrre critiche sterili. Farsi ascoltare e far capire che siamo tutti, minoranza e maggioranza, seduti in consiglio comunale con il medesimo scopo, seppur con differenti punti di vista, non è stato semplice. Forse se ci avessero ascoltato a luglio, Casina non sarebbe stata obbligata a ripartire da zero con una nuova giunta dopo nove mesi di mandato».
Giada Rabotti ha concluso: «Tutti i diritti che le donne hanno conquistato nel corso della storia devono essere vissuti e scolpiti nell’attuale società civile. A prescindere dai modi e dai tempi, oggi a Casina ha vinto la legge. Ora i nostri migliori auguri per un proficuo lavoro vanno alle nuove assessore, con l’auspicio che l’amministrazione possa in futuro considerare di più le nostre idee e possa vedere i nostri interventi come collaborazioni, suggerimenti e consigli. Se la critica è falsa deve essere ignorata, se la critica è ignorante bisogna sorriderle, ma se la critica è giustificata bisogna imparare da essa». (l.t.)

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