scandiano, indagine dei carabinieri
Lui, lei e il finto marito cingalese Denunciati per falso ideologico
SCANDIANO. Per amore, solo per amore, o forse no. Non era stato proprio un matrimonio “sentimentale” quello fra un 34enne cingalese e una 45enne napoletana, entrambi residenti a Scandiano, ma solo un...
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SCANDIANO. Per amore, solo per amore, o forse no. Non era stato proprio un matrimonio “sentimentale” quello fra un 34enne cingalese e una 45enne napoletana, entrambi residenti a Scandiano, ma solo un espediente per ottenere un permesso di soggiorno. Tanto che nella stessa casa, oltre agli sposi, abitava anche un altro uomo (il vero compagno della donna), ma in un primo momento presentato come il fidanzato della figlia 20enne di primo letto della donna.
Insomma, una situazione davvero ingarbugliata, però districata passo dopo passo dai carabinieri, inizialmente convinti di doversi occupare di una semplice questione burocratica. Nel luglio 2016 il cingalese e la donna si sono sposati civilmente, e subito dopo l’uomo ha potuto avviare le pratiche per chiedere il permesso di soggiorno (un suo diritto in quanto coniuge di una cittadina italiana). La coppia ha indicato come residenza un appartamento a Scandiano. Da un ufficio all’altro, dopo diversi mesi la pratica è arrivata ai carabinieri, incaricati di fare i consueti accertamenti legati al rilascio della carta di soggiorno. Ma arrivati nella casa dei due sposi, i militari hanno scoperto che il marito cingalese dormiva da solo in un letto singolo in una cameretta, mentre la moglie dormiva nella stanza più grande, quella col letto matrimoniale. Inoltre in casa, oltre ai due, c’era anche un uomo napoletano di 44 anni. La donna ha detto ai carabinieri che era il fidanzato della propria figlia 20enne, nata da una sua precedente relazione.
Ma lo scenario era decisamente posticcio per risultare credibile, e così i militari hanno fatto qualche indagine, scoprendo un’altra verità. Il 44enne è in realtà il vero partner della donna, e non il fidanzato della figlia. Da lì, a cascata, si è arrivati alle nozze, in realtà un classico matrimonio combinato pensato solo per far ottenere la cittadinanza italiana al cingalese. In cambio la donna ha ottenuto probabilmente una forte somma di denaro e ha dato la sua disponibilità a proseguire nella recita il tempo necessario a formalizzare il permesso. Non ha però voluto rinunciare alla propria vita sentimentale, decidendo di portare a vivere anche il proprio compagno nell’abitazione in cui avrebbe dovuto risiedere con il nuovo marito.
Sia la donna che il cingalese sono stati denunciati per falso ideologico di privato in atto pubblico, e il 34enne orientale ha perso la possibilità della cittadinanza, visto che la sua richiesta – dopo la denuncia – è stata rifiutata. (adr.ar.)
Insomma, una situazione davvero ingarbugliata, però districata passo dopo passo dai carabinieri, inizialmente convinti di doversi occupare di una semplice questione burocratica. Nel luglio 2016 il cingalese e la donna si sono sposati civilmente, e subito dopo l’uomo ha potuto avviare le pratiche per chiedere il permesso di soggiorno (un suo diritto in quanto coniuge di una cittadina italiana). La coppia ha indicato come residenza un appartamento a Scandiano. Da un ufficio all’altro, dopo diversi mesi la pratica è arrivata ai carabinieri, incaricati di fare i consueti accertamenti legati al rilascio della carta di soggiorno. Ma arrivati nella casa dei due sposi, i militari hanno scoperto che il marito cingalese dormiva da solo in un letto singolo in una cameretta, mentre la moglie dormiva nella stanza più grande, quella col letto matrimoniale. Inoltre in casa, oltre ai due, c’era anche un uomo napoletano di 44 anni. La donna ha detto ai carabinieri che era il fidanzato della propria figlia 20enne, nata da una sua precedente relazione.
Ma lo scenario era decisamente posticcio per risultare credibile, e così i militari hanno fatto qualche indagine, scoprendo un’altra verità. Il 44enne è in realtà il vero partner della donna, e non il fidanzato della figlia. Da lì, a cascata, si è arrivati alle nozze, in realtà un classico matrimonio combinato pensato solo per far ottenere la cittadinanza italiana al cingalese. In cambio la donna ha ottenuto probabilmente una forte somma di denaro e ha dato la sua disponibilità a proseguire nella recita il tempo necessario a formalizzare il permesso. Non ha però voluto rinunciare alla propria vita sentimentale, decidendo di portare a vivere anche il proprio compagno nell’abitazione in cui avrebbe dovuto risiedere con il nuovo marito.
Sia la donna che il cingalese sono stati denunciati per falso ideologico di privato in atto pubblico, e il 34enne orientale ha perso la possibilità della cittadinanza, visto che la sua richiesta – dopo la denuncia – è stata rifiutata. (adr.ar.)
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