«Nessun aumento del livello di rischio»
La presenza a Reggio dei militari della Sos (Squadra operativa di supporto), «non è in funzione dell’innalzamento del livello di rischio – chiarisce subito il colonnello Antonino Buda, comandante...
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La presenza a Reggio dei militari della Sos (Squadra operativa di supporto), «non è in funzione dell’innalzamento del livello di rischio – chiarisce subito il colonnello Antonino Buda, comandante provinciale dei carabinieri – ma rappresenta un importante rinforzo per le nostre attività di prevenzione e controllo del territorio». Il fatto che, per un mese, a Reggio Emilia prestino servizio queste squadre specializzate nella prevenzione e lotta al terrorismo, permetterà ai carabinieri reggiani di occuparsi di altro, e in particolare della sicurezza in senso lato. «Le unità operative del Sos – aggiunge il colonnello Buda – rappresentano un rinforzo qualificato per il presidio di obiettivi specifici, in particolare luoghi o manifestazioni di un certo tipo, dove si trovano molte persone, come stazioni ferroviarie, chiese, centri commerciali e, in generale, i cosiddetti obiettivi sensibili».
Dopo la fine del Giubileo a Roma, dove erano impiegati 5mila “teste di cuoio”, il ministero dell’Interno ha deciso di estendere il servizio ai capoluoghi di provincia, come Reggio Emilia: «In attesa che vengano addestrati uomini che possano entrare a far parte in pianta stabile dei comandi provinciali – conclude Buda – hanno inviato a Reggio un’unità operativa del battaglione di Bologna. Un modo per dar man forte alla nostra attività ma anche per permettere loro di conoscere territori e possibili obiettivi, da poter presidiare meglio in caso di necessità effettiva o di innalzamento del livello di rischio, per ora appare scongiurato». (g.g.)
Dopo la fine del Giubileo a Roma, dove erano impiegati 5mila “teste di cuoio”, il ministero dell’Interno ha deciso di estendere il servizio ai capoluoghi di provincia, come Reggio Emilia: «In attesa che vengano addestrati uomini che possano entrare a far parte in pianta stabile dei comandi provinciali – conclude Buda – hanno inviato a Reggio un’unità operativa del battaglione di Bologna. Un modo per dar man forte alla nostra attività ma anche per permettere loro di conoscere territori e possibili obiettivi, da poter presidiare meglio in caso di necessità effettiva o di innalzamento del livello di rischio, per ora appare scongiurato». (g.g.)
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