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Teste di cuoio a Reggio Emilia, stupore ai Petali  

Teste di cuoio a Reggio Emilia, stupore ai Petali  

La squadra speciale dei carabinieri, addestrata contro il terrorismo, si fermerà circa un mese: presidierà i luoghi sensibili, da stazioni a chiese ad altri possibili obiettivi: ieri l’esordio alm centro commerciale

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REGGIO EMILIA. Fucili in pugno e sguardo truce sono entrati all’improvviso al centro commerciale I Petali, fra la stupore e, perché no, la preoccupazione dei clienti. Hanno fatto così il loro ingresso, in grande stile (ma senza un allarme vero), gli uomini dell’unità anti-terrorismo dei carabinieri che per circa un mese presidieranno il nostro territorio. E che hanno deciso di presentarsi alla comunità reggiana con un pattugliamento degno dei migliori film hollywoodiani, fra gli adolescenti incuriositi che scattavano foto e le coppiette che hanno interrotto il loro shopping del sabato pomeriggio per osservare le forze speciali muoversi lungo i corridoi dell’edificio.
È qui che la squadra, composta da quattro militari, è arrivata a bordo di una camionetta blindata. Gli uomini del corpo speciale sono scesi, armi in pugno, davanti all’ingresso del centro commerciale effettuando un sopralluogo della galleria dei Petali.

Raggruppati in modo da non lasciare angoli bui nella visuale, hanno “esplorato” la struttura fra lo stupore e la sorpresa generale dei clienti. Che, all’improvviso, si sono trovati davanti quattro carabinieri armati di tutto punto e si sono chiesti cosa stesse succedendo. «È stato emozionante e insolito – il commento più frequente fra i passanti – sembrava di stare dentro le riprese di un film».

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Terminato il giro, i militari sono rimasti qualche tempo fuori dall’edificio, terminando così la loro prima giornata di presidio del territorio reggiano.

I militari della Squadra operativa di supporto (Sos) saranno dispiegati nelle prossime settimane per aumentare le misure di vigilanza e sicurezza a Reggio Emilia e provincia, mandati direttamente dal comando generale dell’Arma di Roma d’intesa con il ministero dell’Interno. L’impiego di queste squadre speciali, con equipaggiamento più specifico rispetto alle normali pattuglie dei comandi territoriali dei carabinieri, rappresenta un “moltiplicatore di forze” a supporto del dispositivo di sicurezza e anti-terrorismo già in essere a Reggio Emilia e provincia.

Anche se la presenza della Sos arrivata in supporto a Reggio Emilia non è stata pianificata per un reale allarme terroristico. Si tratta invece di un’azione programmata da tempo, che vede il gruppo di intervento spostarsi nelle varie città italiane, fermandosi circa un mese per ognuna, in modo da garantire una più completa copertura sul territorio nazionale. In caso di un attacco terroristico, infatti, è necessario che le forze di intervento speciali siano in grado di agire con prontezza e per farlo devono necessariamente conoscere il territorio.

La squadra arrivata ieri pomeriggio in città è composta da militari addestrati dal Gis, il “Gruppo d’Intervento Speciale” dei carabinieri, e le Squadre operative di supporto sono unità composte da 12-24 militari che risiedono presso i reggimenti e battaglioni mobili dei carabinieri e sono alle dirette dipendenze del Comando Generale che le impiega, come nel caso della nostra provincia, per garantire un controllo maggiore e capillare del territorio. (l.g.)

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