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Mdp in consiglio con il “fine vita” 

Mdp in consiglio con il “fine vita” 

Oggi la prima mozione degli scissionisti, firmata da De Franco ma anche dal Pd

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REGGIO EMILIA. «La legge sul biotestamento è un atto necessario di civiltà e umanità che i nostri pazienti, le nostre cittadine e cittadini attendono da tanti, troppi anni». È quanto si legge nella mozione sul “fine vita” depositata da Lanfranco De Franco, capogruppo Mdp. La mozione sarà discussa oggi in consiglio. Un atto che impegna il sindaco e la giunta «a adoperarsi in ogni modo con i parlamentari reggiani, con i presidenti delle Camere e con il Governo perché tutti concorrano a confezionare e facilitare l’approvazione del testo di legge (detto “Ddl Lenzi”), conservandone i principi base. In particolare laddove si riconsegna ai pazienti e ai cittadini la libertà di esprimersi in maniera positiva o negativa, anticipatamente e attraverso un fiduciario, sull’eventuale ricorso a trattamenti sanitari, a partire dalla nutrizione e idratazione artificiale (trattamenti spesso invasivi) sino alla sedazione profonda per eliminare dolore fisico e psicologico in pazienti terminali che abbiano rifiutato tutte le cure». La richiesta di De Franco di «rendere pieno ed effettivo il principio dell'autodeterminazione nei trattamenti sanitari, sancito dall’articolo 32 della Costituzione Italiana», è una presa di posizione significativa su una tematica estremamente delicata sul piano etico religioso e morale. «Tra i paesi moderni e avanzati siamo tra i pochi a non avere una legislazione specifica sui temi del fine vita» spiega il capogruppo Mdp.
Fra i firmatari della mozione, anche Salvatore Scarpino (Mdp), il capogruppo Pd, Andrea Capelli, e i consiglieri Claudia Aguzzoli e Roberta Pavarini.

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