Un corso pilota a Reggio per affrontare la disabilità
di Roberto Fontanili
“Esperti in esperienza” parte dalla Pediatria e Neonatologia del Santa Maria Obiettivo formare facilitatori sociali che affianchino medici, psicologi e genitori
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REGGIO EMILIA. Aiutare gli altri aiutando se stessi in un rapporto alla pari. In un dialogo tra paziente e familiare, che riceve una diagnosi dura da digerire come può essere una disabilità fisica o mentale irreversibile e chi quell’esperienza la sta già vivendo. Il progetto “Esperti per esperienza” nell’ambito di “Reggio città senza barriere”, che sta prendendo corpo a Reggio, sta proprio nella possibilità di essere di aiuto alle persone che per la prima volta si trovano di fronte alla disabilità. Persone e famiglie che in quel momento si sentono soli, disorientati, abbandonati e al tempo stesso nella necessità di avere il maggior aiuto possibile nel momento in cui debbono riprogettare la propria vita personale e familiare. Insomma come attutire quel momento, che l’altro giorno alla Polveriera il presidente di Fcr e referente del progetto “Reggio città senza barriere”, ha descritto così: «È come prendere un treno in faccia». Da questa necessità, mutuata da esperienze già avviate in Nord Europa e dal 2008 anche all’Ausl reggiana (ma solo per le disabilità mentali) è nato il corso di auto mutuo aiuto per la formazione di facilitatori sociali che partirà il 18 aprile e che si concluderà dopo undici incontri il prossimo 6 giugno e al quale la partecipazione è gratuita.
L’obiettivo è formare un gruppo di persone che già a settembre siano in grado di essere presenti all’interno dei reparti di Pediatria e Neonatologia del Santa Maria Nuova e, anche se sarà più complicato, negli ambulatori e nei consultori dell’Ausl. In futuro l’esperienza, se funzionerà, potrà essere estesa anche ad altri reparti ospedalieri e creare sinergie con associazioni di volontariato e onlus che si occupano di disabilità. A presentare il corso oltre ad Annalisa Rabitti, sono stati la psicologa e psicoterapeuta Silvia Borsari che si occupa della formazione e i primari di Pediatria Sergio Amarri e di Neonatologia Giancarlo Gargano. Perché se il progetto prenderà piede, sarà anche per la disponibilità dei due direttori, assieme a quella del direttore di Neuropsichiatria Ausl. Precisato che «i facilitatori sociali non sono dei medici, né degli psicologi», è altrettanto chiaro che il loro ruolo può essere di grande aiuto come hanno testimoniato alcuni facilitatori che già operano nei Centri di salute mentale dell’Ausl che hanno il compito non facile di trovare la parola giusta al momento dell’accoglienza. «Per noi - ha detto Sergio Amarri - è fondamentale avere degli alleati al momento della diagnosi e quando facciamo proposte terapeutiche come l’alimentazione artificiale. Per questi ringrazio i genitori che si metteranno in gioco».
Giancarlo Gargano aggiunge che «queste persone di fronte a una diagnosi complicata possono aiutare a costruire insieme un miglior rapporto tra operatori sanitari, psicologi e genitori». Il progetto “Esperti per esperienza” per camminare ha bisogno anche della disponibilità dei sanitari a confrontarsi con i facilitatori sociali per trovare le parole giuste con le quali comunicare la disabilità. Particolarmente interessanti le testimonianze di alcuni facilitatori sociali dei Centri di salute mentale che hanno evidenziato come «l’aiuto agli altri sia fondamentale per l’accettazione della propria disabilità». Un’esperienza pilota, quella che sta prendendo corpo a Reggio, per la quale sono arrivate richieste di partecipazione anche da alcune associazioni di volontariato della vicina Parma. Chi vorrà rimboccarsi le maniche può chiamare già da ora il numero 0522/440981.
L’obiettivo è formare un gruppo di persone che già a settembre siano in grado di essere presenti all’interno dei reparti di Pediatria e Neonatologia del Santa Maria Nuova e, anche se sarà più complicato, negli ambulatori e nei consultori dell’Ausl. In futuro l’esperienza, se funzionerà, potrà essere estesa anche ad altri reparti ospedalieri e creare sinergie con associazioni di volontariato e onlus che si occupano di disabilità. A presentare il corso oltre ad Annalisa Rabitti, sono stati la psicologa e psicoterapeuta Silvia Borsari che si occupa della formazione e i primari di Pediatria Sergio Amarri e di Neonatologia Giancarlo Gargano. Perché se il progetto prenderà piede, sarà anche per la disponibilità dei due direttori, assieme a quella del direttore di Neuropsichiatria Ausl. Precisato che «i facilitatori sociali non sono dei medici, né degli psicologi», è altrettanto chiaro che il loro ruolo può essere di grande aiuto come hanno testimoniato alcuni facilitatori che già operano nei Centri di salute mentale dell’Ausl che hanno il compito non facile di trovare la parola giusta al momento dell’accoglienza. «Per noi - ha detto Sergio Amarri - è fondamentale avere degli alleati al momento della diagnosi e quando facciamo proposte terapeutiche come l’alimentazione artificiale. Per questi ringrazio i genitori che si metteranno in gioco».
Giancarlo Gargano aggiunge che «queste persone di fronte a una diagnosi complicata possono aiutare a costruire insieme un miglior rapporto tra operatori sanitari, psicologi e genitori». Il progetto “Esperti per esperienza” per camminare ha bisogno anche della disponibilità dei sanitari a confrontarsi con i facilitatori sociali per trovare le parole giuste con le quali comunicare la disabilità. Particolarmente interessanti le testimonianze di alcuni facilitatori sociali dei Centri di salute mentale che hanno evidenziato come «l’aiuto agli altri sia fondamentale per l’accettazione della propria disabilità». Un’esperienza pilota, quella che sta prendendo corpo a Reggio, per la quale sono arrivate richieste di partecipazione anche da alcune associazioni di volontariato della vicina Parma. Chi vorrà rimboccarsi le maniche può chiamare già da ora il numero 0522/440981.
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