Vandali a scuola: sono due ventenni
di Ambra Prati
Confessano ai carabinieri e si giustificano: «Non sapevamo cosa fare». Denunciati per danneggiamento aggravato
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POVIGLIO. Sono già stati identificati i due autori del raid vandalico messo a segno nella notte tra venerdì e sabato alla scuola media “De Sanctis” di Poviglio: si tratta di due ventenni del paese, ragazzi di buona famiglia che, messi alle strette, hanno confessato sostenendo di aver agito perché non sapevano cos’altro fare. I due sono stati entrambi denunciati con l’accusa di concorso in danneggiamento aggravato.
All’alba di sabato, gli addetti del plesso di via Mattei avevano trovato polvere di un estintore svuotato sui pavimenti di parte del corridoio e di due aule; negli stessi locali, i cestini della carta erano stati gettati sui pavimenti, disegni dei bambini buttati a terra, mentre sulle lavagne erano state vergate con il gesso frasi ingiuriose rivolte alle insegnanti, parolacce e bestemmie. Mentre erano stati scomodati i vertici scolastici e amministrativi – e mentre le due classi erano state spostate alle adiacenti scuole elementari, dove le lezioni si erano svolte regolarmente – immediata era stata la risposta dei carabinieri, coordinati sul posto dal comandante della Compagnia di Guastalla, maggiore Luigi Regni, e da quello della stazione di Poviglio, maresciallo Francesco Vella, che hanno eseguito un accurato sopralluogo assieme alla sezione rilievi dattiloscopici. In realtà i rilievi si sono rivelati superflui: la svolta dell’indagine è arrivata dalla telecamera posta davanti all’ingresso della scuola (all’interno la legge lo proibisce, per motivi di privacy), che ha filmato due giovani intenti, alle 2 di notte, ad entrare e ad uscire dalla porta antipanico principale. Grazie soprattutto all’attenta analisi dei filmati del sistema di videosorveglianza, installato dal Comune a Poviglio in altri punti del paese, i carabinieri hanno focalizzato da subito l’attenzione sugli odierni indagati, raccogliendo nei loro confronti elementi di responsabilità. I ventenni, convocati in caserma, hanno da subito vuotato il sacco, rendendo una piena confessione e mostrandosi pentiti per il grave gesto.
Come accaduto una settimana prima alla scuola Marconi di Cadelbosco Sotto – dove tre ragazzi di 17, 14 e 13 anni erano stati denunciati per concorso in furto e danneggiamento – in poche ore l’Arma è risalita ai responsabili.
Anche in questo i responsabili sono “insospettabili” e la motivazione è disarmante.
Il comandante provinciale dei carabinieri di Reggio Emilia, colonnello Antonino Buda, ha espresso un plauso ai suoi uomini e un grazie al sindaco «per il prezioso contributo investigativo giunto dalle telecamere di videosorveglianza comunale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
All’alba di sabato, gli addetti del plesso di via Mattei avevano trovato polvere di un estintore svuotato sui pavimenti di parte del corridoio e di due aule; negli stessi locali, i cestini della carta erano stati gettati sui pavimenti, disegni dei bambini buttati a terra, mentre sulle lavagne erano state vergate con il gesso frasi ingiuriose rivolte alle insegnanti, parolacce e bestemmie. Mentre erano stati scomodati i vertici scolastici e amministrativi – e mentre le due classi erano state spostate alle adiacenti scuole elementari, dove le lezioni si erano svolte regolarmente – immediata era stata la risposta dei carabinieri, coordinati sul posto dal comandante della Compagnia di Guastalla, maggiore Luigi Regni, e da quello della stazione di Poviglio, maresciallo Francesco Vella, che hanno eseguito un accurato sopralluogo assieme alla sezione rilievi dattiloscopici. In realtà i rilievi si sono rivelati superflui: la svolta dell’indagine è arrivata dalla telecamera posta davanti all’ingresso della scuola (all’interno la legge lo proibisce, per motivi di privacy), che ha filmato due giovani intenti, alle 2 di notte, ad entrare e ad uscire dalla porta antipanico principale. Grazie soprattutto all’attenta analisi dei filmati del sistema di videosorveglianza, installato dal Comune a Poviglio in altri punti del paese, i carabinieri hanno focalizzato da subito l’attenzione sugli odierni indagati, raccogliendo nei loro confronti elementi di responsabilità. I ventenni, convocati in caserma, hanno da subito vuotato il sacco, rendendo una piena confessione e mostrandosi pentiti per il grave gesto.
Come accaduto una settimana prima alla scuola Marconi di Cadelbosco Sotto – dove tre ragazzi di 17, 14 e 13 anni erano stati denunciati per concorso in furto e danneggiamento – in poche ore l’Arma è risalita ai responsabili.
Anche in questo i responsabili sono “insospettabili” e la motivazione è disarmante.
Il comandante provinciale dei carabinieri di Reggio Emilia, colonnello Antonino Buda, ha espresso un plauso ai suoi uomini e un grazie al sindaco «per il prezioso contributo investigativo giunto dalle telecamere di videosorveglianza comunale.
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