«Caricavano l’argilla Prima scaricavano rifiuti»
La testimonianza dei residenti. «Ora le indagini facciano un po’ di chiarezza» Alcuni abitanti segnalano un via vai di mezzi pesanti anche nelle ore notturne
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CARPINETI. «La discarica di Poiatica era nata per servire i comuni di Carpineti, Toano e Villa Minozzo. Invece, parlo di 13, 14 anni fa, io facevo il camionista, e un giorno a pranzo qui nella zona, mentre aspettavo di caricare del materiale, arrivarono due camionisti napoletani. Mi dissero che venivano qua per caricare dell’argilla, però avevano anche rifiuti da scaricare a Poiatica. Che rifiuti fossero ovviamente non so dirlo: mi dissero solo che erano rifiuti». Ermanno Biagini, lo racconta mentre è seduto all’esterno di un bar di Valestra, frazione di Carpineti dove il tema di Poiatica è molto sentito e nessuno si sottrae alla possibilità di dire la sua.
I residenti per anni hanno osservato il movimento dei camion da e per la discarica di rifiuti. «I camion arrivavano anche di notte - dice Pamela Arnone, residente a Colombaia, un altro paese dove il tema è decisamente caldo - adesso ci aspettiamo soltanto che la discarica venga chiusa e bonificata, E magari che le indagini facciano un po’ di chiarezza».
L’arrivo di camion, anche di notte, ritorna di tanto in tanto nel racconto degli abitanti della zona. L’attenzione è così alta che anche adesso che l’impianto è chiuso il passaggio di mezzi pesanti non passa inosservato e in qualcuno desta allarme. «Una settimana fa, al sabato, ho notato un camion telonato, fermo sulla strada per Poiatica, poi è ripartito al lunedì», dice Romano Costi di Colombaia. A pochi chilometri di distanza un residente di Ca’ de’ Lanzi, Arturo Casini, conferma questa presenza. «L’ho visto anche io, ma era un camionista straniero, che si è semplicemente fermato prima di rimettersi in viaggio, la discarica non c’entra niente».
Chi si è battuto per anni perché la discarica non aprisse e poi perché chiudesse è un po’ scoraggiato. «Sono trent’anni che faccio di tutto - continua Costi -. Ho lottato, non da oggi, sono anche andato a Bologna e ho minacciato di incatenarmi ma non è servito a nulla, ora chiedo solo che si chiuda tutto, senza portare altri rifiuti».
C’è anche chi non si era opposto alla nascita dell’impianto o che comunque fa notare che all’inizio era stato prospettato qualcosa di diverso. «All’inizio funzionava bene, quando era più piccola, poi invece le cose sono cambiate e da qua abbiamo iniziato a sentire degli odori - dice Casini, che poi aggiunge - La riapertura sarebbe davvero una cosa brutta. Questa è una zona agricola, dove ci sono molte stalle e si produce il Parmigiano-Reggiano».
La notizia dell’inchiesta della Dda di Bologna è accolta positivamente. «Per prima cosa anche io chiedo che Poiatica sia chiusa - dice Davide Rossi, residente a Colombaia -. Bene anche l’indagine, che vada in fondo e ci dica con chiarezza cosa sia finito dentro la discarica. Abbiamo visto così tanti camion andare avanti e indietro...».
Ivo Lusoli, abita a Bebbio, un’altra frazione carpinetana vicina a Poiatica. «Adesso sentiamo in certi giorni odore di gas, un odore così forte che alle volte ti viene il dubbio di aver lasciato aperto il gas in casa, invece viene dalla discarica». (j.d.p.)
I residenti per anni hanno osservato il movimento dei camion da e per la discarica di rifiuti. «I camion arrivavano anche di notte - dice Pamela Arnone, residente a Colombaia, un altro paese dove il tema è decisamente caldo - adesso ci aspettiamo soltanto che la discarica venga chiusa e bonificata, E magari che le indagini facciano un po’ di chiarezza».
L’arrivo di camion, anche di notte, ritorna di tanto in tanto nel racconto degli abitanti della zona. L’attenzione è così alta che anche adesso che l’impianto è chiuso il passaggio di mezzi pesanti non passa inosservato e in qualcuno desta allarme. «Una settimana fa, al sabato, ho notato un camion telonato, fermo sulla strada per Poiatica, poi è ripartito al lunedì», dice Romano Costi di Colombaia. A pochi chilometri di distanza un residente di Ca’ de’ Lanzi, Arturo Casini, conferma questa presenza. «L’ho visto anche io, ma era un camionista straniero, che si è semplicemente fermato prima di rimettersi in viaggio, la discarica non c’entra niente».
Chi si è battuto per anni perché la discarica non aprisse e poi perché chiudesse è un po’ scoraggiato. «Sono trent’anni che faccio di tutto - continua Costi -. Ho lottato, non da oggi, sono anche andato a Bologna e ho minacciato di incatenarmi ma non è servito a nulla, ora chiedo solo che si chiuda tutto, senza portare altri rifiuti».
C’è anche chi non si era opposto alla nascita dell’impianto o che comunque fa notare che all’inizio era stato prospettato qualcosa di diverso. «All’inizio funzionava bene, quando era più piccola, poi invece le cose sono cambiate e da qua abbiamo iniziato a sentire degli odori - dice Casini, che poi aggiunge - La riapertura sarebbe davvero una cosa brutta. Questa è una zona agricola, dove ci sono molte stalle e si produce il Parmigiano-Reggiano».
La notizia dell’inchiesta della Dda di Bologna è accolta positivamente. «Per prima cosa anche io chiedo che Poiatica sia chiusa - dice Davide Rossi, residente a Colombaia -. Bene anche l’indagine, che vada in fondo e ci dica con chiarezza cosa sia finito dentro la discarica. Abbiamo visto così tanti camion andare avanti e indietro...».
Ivo Lusoli, abita a Bebbio, un’altra frazione carpinetana vicina a Poiatica. «Adesso sentiamo in certi giorni odore di gas, un odore così forte che alle volte ti viene il dubbio di aver lasciato aperto il gas in casa, invece viene dalla discarica». (j.d.p.)
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