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Mancano i volontari La “Amici del parco” rischia di scomparire 

di Ambra Prati
Mancano i volontari La “Amici del parco” rischia di scomparire 

Montecchio: associazione senza ricambio generazionale Problemi per l’area sull’Enza: «Non facciamola morire»

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MONTECCHIO. «Non so per quanto riusciremo ad andare avanti». È la sconsolata fotografia di Guido Prandi, amministratore dell’associazione “Amici del parco”, la Onlus che gestisce il parco Enza, storica location di sagre estive e feste Pd, ora come ora a rischio di estinzione. Il parco, che è di proprietà del partito locale, da tempo è stato dato in concessione all’associazione di volontari che gestisce la manutenzione del verde, allestisce le manifestazioni estive, sta dietro ai fornelli. O meglio, stava. Perché il drappello di volontari, spesso pensionati di età avanzata, si è assottigliato sempre più, riducendo il gruppo a un numero così esiguo da rendere impossibile proseguire l’impresa della gestione del parco.
«L’anno scorso siamo riusciti a malapena a organizzare la tortellata di San Giovanni (giugno) e la festa Pd (luglio), tra mille difficoltà perché eravamo davvero in pochi. Quest’anno non sappiamo se riusciremo ad assicurare le sagre estive: dubito, se il quadro non cambia – prosegue Prandi, che con i suoi 78 anni è il simbolo vivente dell’assenza di ricambio generazionale –. Ora c’è da lavorare per tirare su foglie e rami secchi, c’è da segare l’erba in continuazione, si dovrebbe tenere aperto il bar (dal primo maggio a fine settembre-metà ottobre), servono dei volontari che non ci sono più. I giovani vengono il giorno dell’evento poi spariscono. Non ci sono nemmeno più soldi: le numerose piante del parco necessitano di costante e costosa manutenzione».
«Abbiamo anche pensato di chiudere – prosegue Prandi – ma il Comune dice che è un peccato perché l’area (risalente al 1976) è considerata un bene comune dai montecchiesi». Proprio grazie all’intervento dell’amministrazione comunale, venerdì scorso, nella sala dell’ex Pretura, si è svolta una tavola rotonda che ha coinvolto a tutte le associazioni di volontariato locale, alle quali è stato rivolto un appello per cercare la disponibilità di qualcuno e non far morire questa realtà. Un primo passo è stato compiuto. Con lo slogan “Riprendiamoci il nostro parco”, per iniziare si è deciso di ripulire l’area: domenica 19 marzo, alle ore 9, ci si ritroverà al parco, armati di guanti, sacchi e pale messi a disposizione dall’amministrazione comunale. E su Facebook le varie realtà stanno già cominciando a cercare di coinvolgere i propri iscritti nell’iniziativa.
«Con l’aiuto di tutti, riporteremo il parco a quello di un tempo, dove le famiglie di Montecchio si potranno ritrovare, godersi il fresco e la bellezza del posto», ha affermato una delle persone presenti all’assemblea.
«Gli alpini hanno detto: “se fossimo più giovani lo prenderemmo noi”, ma anche loro non ne hanno le forze. I cittadini dicono è un grande peccato, ma nessuno si fa avanti per rimboccarsi le maniche. Rivolgiamo un appello: c’è bisogno del vostro aiuto per tenere vivo il parco Enza – conclude Prandi –. La giornata di domenica prossima sarà una prima occasione per interloquire con i presenti e valutare eventuali disponibilità». Intanto, però, il tempo stringe.
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