Processionaria dei pini, è allarme
di Alessandro Zelioli
Montecchio, paura per gli effetti del bruco che sta colonizzando gli alberi
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MONTECCHIO. Si chiama Thaumetopoea pityocampa ed è il terrore dei montecchiesi. Questo è infatti il nome scientifico della “Processionaria dei pini”, lepidottero che sta spaventando i montecchiesi che vivono nelle zone adiacenti ai grandi pini. Gli alberi in questo periodo sono letteralmente presi d’assalto da questo bruco peloso che porta con se moltissimi rischi per gli animali e gli uomini che vi dovessero entrare in contatto.
Sui social, ma non solo, il tam tam si è scatenato. Questo bruco peloso, abituato a costruire i propri nidi che sembrano giganteschi batuffoli di cotone sulle cime dei pini di cui, poi, sono responsabili della morte, hanno l’abitudine di muoversi in fila indiana costituendo una vera e propria processione (da qui il nome) che se interrotta o calpestata, comporta lo spargersi dei peli nell’aria.
Proprio i peli, riescono a penetrare e ad insediarsi nelle vie respiratorie dei cani e dei gatti (curiosi per natura e che usano l’olfatto per capire in cosa sono incappati) e per i quali, in caso di contatto, può essere addirittura fatale se non si riesce ad intervenire velocemente. Sull’uomo, invece, la morte sembra essere scongiurata, ma i peli della processionaria possono procurare lesioni cutanee dovute al forte potere urticante.
La paura, però, non è dovuta a notizie apparse sui social, ma all’avvistamento dei nidi sui grandi pini davanti al sagrato della chiesa Madonna dell’Olmo. Da qui le processionarie sarebbero arrivate addirittura nella zona del quartiere Pozzoferrato, dove nella mattina di mercoledì sono state fotografate ben allineate lungo il marciapiede di via della Libertà dopo essere scesi dai pini della banca adiacente.
I social, in questa occasione, stanno evitando la psicosi collettiva, fornendo indicazioni su come muoversi in caso di avvistamento e di contatto. Inutile, infatti, provare a schiacciarle. L’unico modo per evitare problemi è dare fuoco alle larve ancora all’interno dei nidi (che però, in questo periodo, paiono già essersi schiuse).
In ogni caso, avvisare l’Arpa o l’ufficio ambiente del Comune che, contattato dai cittadini allarmati, ha detto di aver preventivamente provveduto alla disinfestazione ai pini della Madonna dell’Olmo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Sui social, ma non solo, il tam tam si è scatenato. Questo bruco peloso, abituato a costruire i propri nidi che sembrano giganteschi batuffoli di cotone sulle cime dei pini di cui, poi, sono responsabili della morte, hanno l’abitudine di muoversi in fila indiana costituendo una vera e propria processione (da qui il nome) che se interrotta o calpestata, comporta lo spargersi dei peli nell’aria.
Proprio i peli, riescono a penetrare e ad insediarsi nelle vie respiratorie dei cani e dei gatti (curiosi per natura e che usano l’olfatto per capire in cosa sono incappati) e per i quali, in caso di contatto, può essere addirittura fatale se non si riesce ad intervenire velocemente. Sull’uomo, invece, la morte sembra essere scongiurata, ma i peli della processionaria possono procurare lesioni cutanee dovute al forte potere urticante.
La paura, però, non è dovuta a notizie apparse sui social, ma all’avvistamento dei nidi sui grandi pini davanti al sagrato della chiesa Madonna dell’Olmo. Da qui le processionarie sarebbero arrivate addirittura nella zona del quartiere Pozzoferrato, dove nella mattina di mercoledì sono state fotografate ben allineate lungo il marciapiede di via della Libertà dopo essere scesi dai pini della banca adiacente.
I social, in questa occasione, stanno evitando la psicosi collettiva, fornendo indicazioni su come muoversi in caso di avvistamento e di contatto. Inutile, infatti, provare a schiacciarle. L’unico modo per evitare problemi è dare fuoco alle larve ancora all’interno dei nidi (che però, in questo periodo, paiono già essersi schiuse).
In ogni caso, avvisare l’Arpa o l’ufficio ambiente del Comune che, contattato dai cittadini allarmati, ha detto di aver preventivamente provveduto alla disinfestazione ai pini della Madonna dell’Olmo.
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