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Una petizione contro l’antenna «Installatela fuori dal centro»

Una petizione contro l’antenna «Installatela fuori dal centro»

GUASTALLA. «Abbiamo poco tempo se vogliamo dire la nostra sull'installazione dell'antenna Linkem sulla torre piezometrica di piazza Primo Maggio. E abbiamo già cominciato a raccogliere le firme anche...

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GUASTALLA. «Abbiamo poco tempo se vogliamo dire la nostra sull'installazione dell'antenna Linkem sulla torre piezometrica di piazza Primo Maggio. E abbiamo già cominciato a raccogliere le firme anche tra noi medici di Medicina 2000 oltre ad impiegate ed infermiere». Così il dottor Massimo Comunale, medico di base, è intervenuto nei giorni scorsi all’assemblea convocata al centro sociale Primo Maggio dal comitato che si oppone alla nuova antenna wi-fi. E dunque la protesta si allarga. Il portavoce del comitato anti-antenna, Antonio Campanini, ha spiegato all’assemblea che da domenica 19 marzo l'amministrazione comunale, scaduti i termini di legge, potrebbe concedere l' autorizzazione alla Linkem di procedere con l'installazione dell'antenna Lte per dotare pc, smartphone e tablet di un sistema di navigazione più veloce, in 4G. I residenti della zona, nel corso dei vari interventi, hanno accusato l'amministrazione comunale «di non aver dato le giuste informazioni» e di «scarsa trasparenza», visto che la vicenda dell'antenna «è stata scoperta quasi per caso». I cittadini volevano essere informati a suo tempo sui rischi per la salute provocati dalla diretta esposizione ai campi elettromagnetici ma, nello stesso tempo, avrebbero voluto convincere le società di telefonia mobile, e in generale quelle che procedono all’installazione d’impianti elettromagnetici, di adottare le migliori misure tecnologiche attraverso il rispetto del territorio e a distanza adeguata dagli edifici abitati per l’installazione degli impianti messi sotto accusa.
All' assemblea erano presenti anche alcuni medici, tra i quali l'ex primario Mario Franzini e, come detto, il dottor Massimo Comunale che ha ribadito il principio di precauzionalità: «Questi impianti, per motivi precauzionali, se vengono installati nei presi di siti sensibili come scuole od ospedali non ottengono il permesso. E allora mi chiedo perché il Comune permette di installarli in pieno centro, vicino ad un oratorio, ad abitazioni, negozi, una farmacia e perfino un centro medico dove, se calcoliamo che ogni medico ha circa mille pazienti, possono circolare nell'arco di un anno, 12mila persone». Il dottor Franzini ha spiegato che «attualmente non esistono ancora evidenze scientifiche sulle conseguenze di lungo periodo dei campi elettromagnetici, ma la stessa comunità scientifica evita di reputarli innocui».
Nell'attuale situazione d'incertezza scientifica il legislatore ha già regolamentato la materia appellandosi al principio di precauzione, fissando obblighi normativi e soglie massime d’esposizione. Le regole riflettono però l'incertezza scientifica, e spesso si assiste a decisioni prese in deroga, giustificate dalla pubblica utilità delle nuove installazioni. Al termine dell'assemblea è uscita la richiesta che l'amministrazione comunale conceda il via libera all'antenna ma «fuori dal centro abitato». Chi desidera firmare la petizione contro l'antenna sull'acquedotto di piazza Primo Maggio può rivolgersi al centro Medicina 2000. (m.p.).

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