A rischio 153 posti all’ex Terex «Nel 2016 perdite per 6 milioni»
BRESCELLO. Sei milioni di euro di perdite nel bilancio 2016. Uno stabilimento da 30 mila metri quadri sproporzionato rispetto alle attuali produzioni che, peraltro, sono obsolete rispetto alla...
BRESCELLO. Sei milioni di euro di perdite nel bilancio 2016. Uno stabilimento da 30 mila metri quadri sproporzionato rispetto alle attuali produzioni che, peraltro, sono obsolete rispetto alla concorrenza. Da qui il rischio concreto che i 153 lavoratori dell’ex Telex, ora Mhps-Cranes, di Lentigione si trovino tra pochi mesi senza lavoro. È lo scenario emerso ieri in Confindustria a Reggio Emilia durante l’incontro tra i sindacati e i rappresentanti della Konecranes Plc di Helsinki, azienda finlandese che a gennaio ha acquisito lo stabilimento.
L’azienda ha illustrato ai sindacati i possibili scenari che diventeranno definitivi da metà aprile in poi con il nuovo piano industriale di riorganizzazione. La proprietà finandese sta valutando l’internalizzazione a Brescello di alcune produzioni del gruppo. In particolare l’ipotesi è una riconversione che permetta di produrre nella bassa i componenti utilizzati negli altri stabilimenti del gruppo. In pratica una retrocessione: nel reggiano non si realizzerebbe più un prodotto finito. Ma il vero problema sono proprio i carrelli elevatori prodotti a Lentigione.
Questi prodotti sono considerati inadeguati rispetto ai concorrenti di mercato realizzati dalla stessa Konecranes nei suoi stabilimenti in Svezia e Francia. «Le prospettive sono preoccupanti – spiega Luca Sulis della Fiom –. Abbiamo i numeri peggiori, lo stabilimento è sovradimensionato rispetto all’organico e i nostri prodotti non sono competitivi. Ci sono state proposte delle soluzioni e ci è stato chiesto anche di proporre noi delle idee, ma l’azienda non ha escluso l’ipotesi chiusura».
«Si prospettano tempi duri. Da quello che abbiamo capito i finlandesi vogliono salvare il salvabile, ma i numeri ci danno contro», conferma Liborio Testardo dell’Ugl. Numeri che riguardano tanto Brescello quanto i conti generali di Konecranes: «Nell’ultimo anno hanno investito più di un miliardo. Banche e investitori chiedono un rientro», spiega Sulis.
«La nuova proprietà è fatta di persone serie e danno l’impressione di mettercela tutta – sottolinea Testardo –, ma l’ipotesi che tra poco più di un mese si parli di chiusura è, purtroppo, una realtà concreta». (g.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
