«All’avanguardia nella sicurezza»
Guastalla, la Bertazzoni replica ai sindacati: «Malattie professionali nulle»
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GUASTALLA. «La Bertazzoni, da sempre, è attenta alle esigenze dei lavoratori e investe costantemente sul miglioramento delle condizioni lavorative dei propri dipendenti per salvaguardarne salute e sicurezza». L’azienda di cucine di Guastalla interviene dopo il corteo dei dipendenti, indetto dalla Fiom Cgil e dalla Rsu aziendale, per protestare contro l’aumento dei ritmi produttivi (che prevede il passaggio da 185 a 188 cucine al giorno) e i conseguenti rischi per la salute dei lavoratori.
L’azienda guastallese, che impiega 250 persone, esporta in 60 Paesi e ha un fatturato di 87 milioni di euro, sottolinea come «le malattie professionali in azienda siano al di sotto della media nazionale e pressoché nulle».
«La posizione di avanguardia in tema di sicurezza e salute del lavoratore - si legge in una nota - è confermata anche dal fatto che, a seguito di segnalazione del Servizio di prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro) di Guastalla, Bertazzoni è stata presa come modello virtuoso di azienda in materia ed inserita come caso di successo nel Progetto banca delle soluzioni (volto ad analizzare le condizioni di salute e sicurezza in cui vengono svolte le attività lavorative in diversi settori e comparti)».
La Bertazzoni nega inoltre che il rapporto con i sindacati sia caratterizzato da un muro contro muro.
«L’azienda è in dialogo continuo e costante con i propri lavoratori. Il rapporto di cooperazione è confermato dall’adozione di strumenti volti ad ascoltare le loro esigenze e coinvolgerli direttamente nella fase di implementazione delle azioni correttive, prima di sistematizzarle nell’organizzazione del lavoro.
Nel corso degli anni sono state intraprese azioni rilevanti per garantire al massimo la sicurezza dei lavoratori: un esempio, tra gli altri, il sistema di assegnazione ponderata dei posti di lavoro sulle linee produttive che governa lo spostamento dei lavoratori, evitando lo svolgimento di operazioni ripetitive e garantendo un corretto equilibrio tra le mansioni».
L’azienda guastallese, che impiega 250 persone, esporta in 60 Paesi e ha un fatturato di 87 milioni di euro, sottolinea come «le malattie professionali in azienda siano al di sotto della media nazionale e pressoché nulle».
«La posizione di avanguardia in tema di sicurezza e salute del lavoratore - si legge in una nota - è confermata anche dal fatto che, a seguito di segnalazione del Servizio di prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro) di Guastalla, Bertazzoni è stata presa come modello virtuoso di azienda in materia ed inserita come caso di successo nel Progetto banca delle soluzioni (volto ad analizzare le condizioni di salute e sicurezza in cui vengono svolte le attività lavorative in diversi settori e comparti)».
La Bertazzoni nega inoltre che il rapporto con i sindacati sia caratterizzato da un muro contro muro.
«L’azienda è in dialogo continuo e costante con i propri lavoratori. Il rapporto di cooperazione è confermato dall’adozione di strumenti volti ad ascoltare le loro esigenze e coinvolgerli direttamente nella fase di implementazione delle azioni correttive, prima di sistematizzarle nell’organizzazione del lavoro.
Nel corso degli anni sono state intraprese azioni rilevanti per garantire al massimo la sicurezza dei lavoratori: un esempio, tra gli altri, il sistema di assegnazione ponderata dei posti di lavoro sulle linee produttive che governa lo spostamento dei lavoratori, evitando lo svolgimento di operazioni ripetitive e garantendo un corretto equilibrio tra le mansioni».
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