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Artoni-Fercam, rinvio di 24 ore 

Artoni-Fercam, rinvio di 24 ore 

Ieri fumata nera. I sindacati chiedono cassa integrazione e saldo dei salari

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REGGIO EMILIA. Un giorno in più di tempo per dire - una volta per tutte - se e cosa verrà salvato del gruppo Artoni. È quando stabilito ieri mattina dopo la riunione a Roma da Gianpietro Castano, dirigente del ministero dello Sviluppo economico, che ha dovuto pazientare ancora una volta il gruppo Artoni e il gruppo Fercam. Il primo in crisi nera e il secondo che dovrebbe rilevare circa 13 filiali e 150 lavoratori su 580 del gruppo reggiano dei trasporti con sede a Guastalla.
L a fumata nera non mette fine al braccio di ferro tra le due aziende, che sembravano prossime al matrimonio lo scorso febbraio, ma che si sono lasciate male a pochi passi dall’altare. Ora la ricucitura in atto per opera del ministero lascia spazio a un giorno ancora affinché le due parti giungano con un pezzo di carta che sancisca dei punti fermi nel caso di accordo o il naufragio definitivo in caso di rottura ufficiale.
Dal canto loro i sindacati hanno ribadito l’importanza del saldo dei salari pregressi da parte dell’azienda reggiana e delle necessità di far partire quanto prima gli ammortizzatori sociali per cercare di offrire sostegno alla forza lavoro dipendente e operativa in mezza Italia.
C’è l’altro nodo delicatissimo che riguarda i lavoratori dell’indotto, circa 2.500 persone che sono con il fiato sospeso e che in molti casi sono creditori della Artoni, che dovrà spiegare - in caso di accordo positivo – che fine faranno le altre filiali del gruppo. (e.l.t.)

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