«Ci sono anche giovani straordinari»
Nelle ultime settimane, Boretto è stato al centro di numerosi casi di cronaca che hanno fatto discutere. All'elenco si aggiunge il recente episodio, che ha nuovamente fatto discutere in paese. Sull'ac...
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Nelle ultime settimane, Boretto è stato al centro di numerosi casi di cronaca che hanno fatto discutere. All'elenco si aggiunge il recente episodio, che ha nuovamente fatto discutere in paese. Sull'accaduto si è espresso il sindaco Massimo Gazza, che ha cercato di fornire una chiave di lettura con un dettagliato e lungo post su Facebook partendo proprio dalla violenza subita dal bambino di 10 anni.
«Siamo davanti a un fatto di gravità inaudita – scrive Gazza – di aberrante disumanità, che sgomenta un territorio, che lo ferisce nel profondo. Il punto centrale mi pare sia quello della radicalizzazione del disagio, una forbice sempre più ampia che si apre tra chi cresce nell'agio culturale e chi percorre i sentieri del disagio, disagio famigliare e sociale prima di tutto. È questo il compito a cui sono chiamate le istituzioni, fissare come assoluta priorità la riduzione di questa frattura. Molteplici sono le azioni messe in campo per contrastare questa palese stortura del nostro tempo, dalla didattica inclusiva in su, ma non basta, è necessario fare molto di più».
«Episodi come questo – prosegue il primo cittadino – rischiano di rendere vani gli sforzi di molti, generando sconforto e abbandono. Sentimento che va subito superato, le azioni di riduzione della frattura devono trovare maggiore energia: lo dobbiamo a quella straordinaria generazione di giovani che arricchisce quotidianamente le nostre comunità e le nostre vite, ragazzi pieni di interessi, di valori, di consapevolezze e di competenze».
«Esecriamo, condanniamo, denunciamo, processiamo i bruti e i bulli ma non semplifichiamo, non generalizziamo – conclude il primo cittadino –: bussa alle nostre porte e chiede voce e spazi una generazione vitale e piena di intelligenze che non merita queste ferite, queste lacerazioni. Mentre i colpevoli vengano perseguiti e si genuflettano davanti ai loro coetanei e a tutta la comunità reggiana».
«Siamo davanti a un fatto di gravità inaudita – scrive Gazza – di aberrante disumanità, che sgomenta un territorio, che lo ferisce nel profondo. Il punto centrale mi pare sia quello della radicalizzazione del disagio, una forbice sempre più ampia che si apre tra chi cresce nell'agio culturale e chi percorre i sentieri del disagio, disagio famigliare e sociale prima di tutto. È questo il compito a cui sono chiamate le istituzioni, fissare come assoluta priorità la riduzione di questa frattura. Molteplici sono le azioni messe in campo per contrastare questa palese stortura del nostro tempo, dalla didattica inclusiva in su, ma non basta, è necessario fare molto di più».
«Episodi come questo – prosegue il primo cittadino – rischiano di rendere vani gli sforzi di molti, generando sconforto e abbandono. Sentimento che va subito superato, le azioni di riduzione della frattura devono trovare maggiore energia: lo dobbiamo a quella straordinaria generazione di giovani che arricchisce quotidianamente le nostre comunità e le nostre vite, ragazzi pieni di interessi, di valori, di consapevolezze e di competenze».
«Esecriamo, condanniamo, denunciamo, processiamo i bruti e i bulli ma non semplifichiamo, non generalizziamo – conclude il primo cittadino –: bussa alle nostre porte e chiede voce e spazi una generazione vitale e piena di intelligenze che non merita queste ferite, queste lacerazioni. Mentre i colpevoli vengano perseguiti e si genuflettano davanti ai loro coetanei e a tutta la comunità reggiana».
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