Gazzetta di Reggio

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Congresso Pd, Renzi fra Nappi, Bruscolotti e Maradona  

di Evaristo Sparvieri
Congresso Pd, Renzi fra Nappi, Bruscolotti e Maradona  

Il paragone di Delrio al Lingotto accende le ironie. E l’assist del ministro lancia i contropiede avversari

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REGGIO EMILIA. Maradona, “Nippo” Nappi, Bruscolotti. Persino Arrigo Sacchi è intervenuto a parlarne. In fondo Delrio era a Torino. E sarebbe bastato fare il nome del divin codino, Roberto Baggio, ricordando le magie del pallone d’oro di fede viola che suo malgrado disse “sì” all’Avvocato, indossando i colori bianconeri prima di scaldare i cuori azzurri di tutta Italia, da Bologna a Brescia, passando per la Milano rossonera e nerazzura. Un paragone evidentemente sfuggito al ministro reggiano, di fede interista ma di passione renziana, che sul palco del Lingotto domenica ha provato ad accendere animi e cuori di una tifoseria da stadio: «Renzi è il Maradona del Pd».

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È l’assist che non ti aspetti. Il filtrante mancato del “metronomo del Montecavolo”, quel Delrio che una vita da mediano fra centrocampo e difesa l’ha pur sempre vissuta, dettando tempi e ripartenze con apprezzata visione di gioco. Ma che – stavolta – per lanciare in rete il suo fuoriclasse, spalanca il campo al contropiede avversario. Non tanto per le ironie, leggere o spietate, sulle peripezie extra-calcistiche del Pibe de Oro innescate dal paragone, di cui il web si è riempito e si nutre.

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Il calcio, si sa, in Italia è cosa serissima. Quasi quanto la politica. E il tifo è una brutta bestia. Ché son tutti ct. «Renzi il Maradona del Pd? Direi che ricorda più “Nippo” Nappi, ex attaccante della sua Fiorentina. Grande talento, riusciva anche a fare la foca col pallone, ma mai gioco di squadra». Così parlò subito Francesco Boccia, presidente della commissione bilancio della Camera e sostenitore di Emiliano al congresso, il primo a cogliere la palla al balzo per dire la propria, replicando al ministro reggiano.

A rispedirla al mittente, con una volata inattesa, proprio il diretto interessato, Marco “Nippo” Nappi, che ospite di Un Giorno da Pecora su Rai Radio1, dice convinto ai conduttori Geppi Cucciari e Giorgio Lauro: «Non mi paragonate assolutamente a Renzi, assolutamente. È vero che ero un giocatore anarchico, ma ho fatto comunque 22 anni di calcio ad alto livello, tra serie A e serie B». Quindi Renzi è più simile a Maradona, come dice Delrio? «Un palleggio come il mio, Maradona non l’ha mai fatto», aggiunge Nappi, che da giocatore della Fiorentina, il 3 aprile 1990, nella semifinale di andata contro i Werder Brema, palleggiò di testa per 40 metri e poi infilò la palla in porta.

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Insomma, “Nippo” Nappi con Renzi non vuol avere nulla a che fare. «Non riesco a guardarlo nelle interviste, mi sembra finto. Poi Boccia, che è juventino, si ricordasse la finale di quell’anno, in Coppa Uefa, che perdemmo proprio contro i bianconeri: vi dico solo che l’arbitro si chiamava Aladren...», confessa l’ex viola, aggiungendo di vedere bene al governo «uno come me, che sono umile e ho fatto sempre sacrifici».

La partita, ormai, è sfuggita di mano. E in campo scende anche lo scissionista, Roberto Speranza, che un’idea personale se l’è fatta. E Renzi lo vedrebbe meglio terzino, magari neanche tanto fluidificante. «A me fa pensare di più a Bruscolotti», dice il bersaniano riferendosi a Giuseppe Bruscolotti, il riccioluto terzino destro del Napoli in cui giocava proprio Maradona.

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Non manca un cambio in corsa, un ritocco in campo arrivato dallo stesso Delrio, che a Otto e mezzo su La7 torna a sua volta sul chiacchierato paragone: «La battuta su Maradona non era tanto riferita al fatto che Renzi vinca o meno, ma al talento. Io sto con chi credo che possa fare delle cose utili all’Italia, non sto con Renzi perché vince». Ma c’è qualcuno che ci capisce qualcosa (di calcio)? «Per il bene dell’Italia spero che abbia ragione Delrio, e che Renzi sia più Maradona che Nappi». Lo dice Arrigo Sacchi, allenatore del Milan dei record, che aggiunge: «Renzi? È più allenatore che giocatore». Può darsi. Ammesso che l’ex premier accetti la panchina, appendendo al chiodo gli scarpini. L’alternativa? Palla al centro. E pedalare.

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