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Firma falsa di un morto, assolto Ferrigno 

Firma falsa di un morto, assolto Ferrigno 

Anche il Pm chiede il proscioglimento. «Volevano imbrogliare la lista, non farò più l’autenticatore»

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REGGIO EMILIA. Ha atteso ieri nervosamente fuori dall’aula del tribunale insieme con il suo avvocato difensore Tommaso Lombardini, poi Alberto Ferrigno – ex consigliere provinciale ed ex segretario di Rifondazione – ha affrontato di petto, anche con dichiarazioni spontanee, il processo che lo vede sulla graticola da alcuni mesi per l’accusa di falso ideologico relativa alle elezioni del 2014.
Tornato al lavoro di sempre (è un dipendente delle Ferrovie dello Stato), Ferrigno si è ritrovato a “rispolverare” la militanza politica perchè alle ultime elezioni si era prestato ad autenticare le firme della lista civica “Un’altra Reggio” (con candidato sindaco Francesco Fantuzzi), ma di quelle firme la procura gliene ha poi contestato una: quella di un reggiano morto cinque anni fa.
Giudicato con rito abbreviato, ieri in un quarto d’ora il gup Dario De Luca ha risolto la questione giudiziaria assolvendo l’ex politico, cioè accogliendo la coincidente richiesta assolutoria del pm Isabella Chiesi (che ha sostituito, in aula, la collega Giulia Stignani, titolare dell’inchiesta) e del difensore. Insomma, tanto rumore per nulla. «Lo stesso pm ha chiesto l’assoluzione – rimarca, all’uscita dall’aula l’avvocato Lombardini – e sono contento di questo, perché si sono resi conto che possono esserci stati degli errori ma nessun dolo, il comportamento di Ferrigno è stato irreprensibile ed essendo dipendente statale ha pure rischiato di avere dei grossi problemi sul lavoro».
A caldo Ferrigno non vorrebbe fare commenti davanti al taccuino, ma non ha mai nascosto d’aver vissuto male questa vicenda e lo sfogo arriva presto: «Sono una persona perbene, che si è sempre spesa per la politica senza guadagnarci nulla. In quanto accertatore – entra nel merito Ferrigno – ho svolto il ruolo di pubblico ufficiale: ma se una persona si presenta con la carta d’identità come posso pensare che voglia imbrogliare, nel caso specifico mettere in difficoltà la lista di Fantuzzi? Ero l’unico in provincia a raccogliere le firme di Rifondazione più le liste civiche di sinistra. E quando sei da solo nei banchetti, può capitare che sfugga un controllo. Infatti si raccolgono più firme del dovuto perché sappiamo che avvengono queste cose, che qualcuno firma due volte. Ho autenticato decine di migliaia di firme, e per una ed una soltanto, raccolta per una lista non mia e senza che io avessi alcuna responsabilità, ho rischiato sino a sei anni di carcere. Una cosa è certa – conclude Ferrigno – io non autenticherò più firme! Ne ho avuto abbastanza dopo questa storia».(t.s.)
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