Ha donato biblioteca, casa e terra
Il Fondo Bertani risale al 1995. In stallo la realizzazione di un parco pubblico
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CAMPEGINE. Non solo studioso, ma anche generoso. Riccardo Bertani ha donato al Comune di Campegine prima la propria ricchissima biblioteca personale, poi l’abitazione di famiglia in via Rimondella 1 a Caprara e perfino un ampio appezzamento di terreno, con l’obiettivo – non ancora realizzato – di trasformarlo in parco pubblico.
A metà degli anni Novanta, in concomitanza con la donazione dell’intero patrimonio librari, disposta da Bertani in favore del Comune di Campegine, l’amministrazione comunale, d’intesa con la Provincia di Reggio Emilia, ha realizzato un intervento specifico per la tutela e la valorizzazione del “Fondo Riccardo Bertani”: non solo tutti i testi presenti nell’abitazione – in quello studio al pianterreno tra le sudate carte – sono stati catalogati e riportano le fascette numeriche della biblioteca comunale, ma si è provveduto anche, grazie alla bibliotecaria punto di riferimento Stefania Bertani, a informatizzare i documenti, immettendoli in rete nel sistema bibliotecario provinciale. Un primo screening, con una “Bibliografia 1956-2008” eseguita da Giovanni Cagnolati, che però per una consultazione agevole necessiterebbe di ulteriori approfondimenti.
Nel catalogo si possono trovare vere e proprie chicche. Si va da “Tarassov, l’amico dei Cervi” (1956) a “Fiabe e leggende orocie” (1969), da “Quando le medicine profumavano di siepi e prati” sulla medicina della civiltà contadina reggiana (Istituto Cervi, 1985) al “Glossario longobardo” (1999), da “Fiabe lapponi della penisola di Kola (2000) a “Leggende Tehuelche della Patagonia” dello stesso anno, dal “Dizionario rutulo-italiano ed assimilazioni con la lingua basca (2009) a “Lo sciamano ci parla” del 2011.
Tra gli episodi che nel tempo hanno visto protagonista Riccardo Bertani, da ricordare la corrispondenza epistolare con Claude Lévi-Strauss sulla mitologia germanica e l’aver redatto alcune voci dell’Enciclopedia Universale Utet in 30 volumi. E un introvabile dialogo televisivo a distanza, tra Bertani e Franco Battiato, sulle lingue arabe. (am.p.)
A metà degli anni Novanta, in concomitanza con la donazione dell’intero patrimonio librari, disposta da Bertani in favore del Comune di Campegine, l’amministrazione comunale, d’intesa con la Provincia di Reggio Emilia, ha realizzato un intervento specifico per la tutela e la valorizzazione del “Fondo Riccardo Bertani”: non solo tutti i testi presenti nell’abitazione – in quello studio al pianterreno tra le sudate carte – sono stati catalogati e riportano le fascette numeriche della biblioteca comunale, ma si è provveduto anche, grazie alla bibliotecaria punto di riferimento Stefania Bertani, a informatizzare i documenti, immettendoli in rete nel sistema bibliotecario provinciale. Un primo screening, con una “Bibliografia 1956-2008” eseguita da Giovanni Cagnolati, che però per una consultazione agevole necessiterebbe di ulteriori approfondimenti.
Nel catalogo si possono trovare vere e proprie chicche. Si va da “Tarassov, l’amico dei Cervi” (1956) a “Fiabe e leggende orocie” (1969), da “Quando le medicine profumavano di siepi e prati” sulla medicina della civiltà contadina reggiana (Istituto Cervi, 1985) al “Glossario longobardo” (1999), da “Fiabe lapponi della penisola di Kola (2000) a “Leggende Tehuelche della Patagonia” dello stesso anno, dal “Dizionario rutulo-italiano ed assimilazioni con la lingua basca (2009) a “Lo sciamano ci parla” del 2011.
Tra gli episodi che nel tempo hanno visto protagonista Riccardo Bertani, da ricordare la corrispondenza epistolare con Claude Lévi-Strauss sulla mitologia germanica e l’aver redatto alcune voci dell’Enciclopedia Universale Utet in 30 volumi. E un introvabile dialogo televisivo a distanza, tra Bertani e Franco Battiato, sulle lingue arabe. (am.p.)
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