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Il caso automediche agita anche Reggio 

di Luciano Salsi
Il caso automediche agita anche Reggio 

A Bologna sospeso il direttore Ausl per l’uso di soli infermieri a bordo. Solidarietà da Mazzi e Nicolini

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REGGIO EMILIA . Si estende anche alla nostra provincia la diatriba che da tempo infiamma Bologna, dove l'ordine dei medici ha sospeso per sei mesi il direttore sanitario Angelo Fioritti per avere applicato le indicazioni della Regione, che autorizza per il pronto soccorso l’impiego di automediche con soli infermieri a bordo. Fausto Nicolini e Giorgio Mazzi, direttori generale e sanitario dell'Irccs Santa Maria Nuova, nonchè Eva Chiericati e Cristina Marchesi dell’Ausl reggiana hanno sottoscritto con altri direttori generali, sanitari e amministrativi delle Ausl e degli ospedali dell'Emilia-Romagna un documento di solidarietà ad Angelo Fioritti.
I firmatari sottolineano che nessun altro ordine, nell’ambito regionale, ha emanato sanzioni per questo motivo: «Le motivazioni della sospensione ricalcano analoghi provvedimenti già adottati, sempre e solo dallo stesso ordine, per medici ritenuti colpevoli nel loro operato di aver aderito alle indicazioni deliberate dalla Regione. Indicazioni che hanno lo scopo di migliorare e potenziare l’organizzazione e l’efficacia operativa. Condanniamo provvedimenti che hanno come unico effetto di punire i singoli per semplicemente aver fatto il loro dovere con responsabilità ed efficienza».
Nella nostra provincia sono sei le automediche con personale medico, una per ciascuno dei reparti di pronto soccorso degli ospedali reggiani. In più il Santa Maria Nuova ha a disposizione un’automedica con soli infermieri, utilizzata di norma per i casi meno gravi, ma capace di intervenire, all'occorrenza, anche in situazioni più complicate, al seguito delle ambulanze con i volontari, che accorrono quando viene fatta una chiamata al 118. «A Reggio – riferisce Annamaria Ferrari, presidente dell'ordine dei medici provinciale e direttore del pronto soccorso del Santa Maria – non esiste un conflitto fra medici e infermieri. Agiamo nel rispetto delle specifiche professionalità. È legittimo che vengano impiegati anche infermieri. Abbiamo sempre avuto molta attenzione a ciò che possono fare in ambito sanitario». Rimane, peraltro, più di un malinteso: «Abbiamo – spiega ancora Ferrari – un progetto di espansione del pronto soccorso. Tuttavia c'è molta confusione, a livello legislativo. Sono ancora da definire bene gli ambiti professionali dei medici e degli infermieri. Sono in corso incontri fra gli ordini dei medici e la regione».

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