«Il parco Enza diventi pubblico»
Montecchio, Caldini sui volontari: «Viene percepito come proprietà del Pd»
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MONTECCHIO. «Una soluzione per il parco Enza esiste e noi del M5S montecchiese l’abbiamo proposta più di due anni fa, ma siamo stati ignorati: l’area dovrebbe diventare pubblica». Di fronte all’appello lanciato da Guido Prandi, amministratore dell’associazione “Amici del parco”, a rischio chiusura per carenza di volontari (ridotti al lumicino, da quindici a tre), Mauro Caldini, dell’opposizione pentastellata, ha rivendicato la paternità del tema. E ha ricordato che «nel 2013-2014, quando si svolse la festa interprovinciale grillina a Traversetolo, quello spazio ci venne negato».
Il parco Enza «è stato oggetto del programma elettorale che ho presentato come candidato del M5S nel 2014: già allora proponevo un referendum per far sì che l’area diventasse pubblica», ha affermato Caldini, secondo il quale il nodo risiede nel fatto che «l’area viene vissuta come un bene di proprietà del Pd, quindi come una emanazione del partito locale, nonostante sia gestito, tramite convenzione apposita con il Comune, dall’associazione senza scopo di lucro di volontari. A questi ultimi va tutta la mia stima, ci tengo a sottolinearlo, ma l’assottigliamento dei volontari è un fenomeno che prosegue da anni e che a mio avviso caratterizza più il Pd che il volontariato in generale: il mondo è cambiato. Il parco Enza è una preziosa oasi naturalistica: se diventasse di proprietà pubblica, sarebbe uno stimolo per l’intera cittadinanza. E si riuscirebbe a potenziarlo: da area di partito attiva nei soli tre mesi estivi a sito collettivo a disposizione di eventi tutto l’anno». Dopo l’appello rivolto da “Amici del parco”, domenica 19 marzo, alle ore 9, i volontari delel diverse realtà locali si ritroveranno nello spazio per eseguire una prima pulizia del verde e per sondare le disponibilità personali, senza le quali sono a rischio le sagre estive. Chiediamo a Caldini se anche lui si armerà di guanti, sacchi e pale. «Andrò a trovarli – ha concluso l’unico consigliere grillino – intanto contribuisco con questa idea. Auspico che nella Consulta ambientale in calendario in municipio il 24 marzo si svolta una discussione sul tema». (am.p.)
Il parco Enza «è stato oggetto del programma elettorale che ho presentato come candidato del M5S nel 2014: già allora proponevo un referendum per far sì che l’area diventasse pubblica», ha affermato Caldini, secondo il quale il nodo risiede nel fatto che «l’area viene vissuta come un bene di proprietà del Pd, quindi come una emanazione del partito locale, nonostante sia gestito, tramite convenzione apposita con il Comune, dall’associazione senza scopo di lucro di volontari. A questi ultimi va tutta la mia stima, ci tengo a sottolinearlo, ma l’assottigliamento dei volontari è un fenomeno che prosegue da anni e che a mio avviso caratterizza più il Pd che il volontariato in generale: il mondo è cambiato. Il parco Enza è una preziosa oasi naturalistica: se diventasse di proprietà pubblica, sarebbe uno stimolo per l’intera cittadinanza. E si riuscirebbe a potenziarlo: da area di partito attiva nei soli tre mesi estivi a sito collettivo a disposizione di eventi tutto l’anno». Dopo l’appello rivolto da “Amici del parco”, domenica 19 marzo, alle ore 9, i volontari delel diverse realtà locali si ritroveranno nello spazio per eseguire una prima pulizia del verde e per sondare le disponibilità personali, senza le quali sono a rischio le sagre estive. Chiediamo a Caldini se anche lui si armerà di guanti, sacchi e pale. «Andrò a trovarli – ha concluso l’unico consigliere grillino – intanto contribuisco con questa idea. Auspico che nella Consulta ambientale in calendario in municipio il 24 marzo si svolta una discussione sul tema». (am.p.)
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