Le tre statue fluviali saccheggiate dalla villa ducale di Rivalta
A Reggio Emilia la simbologia fluviale non manca. Ed è rappresentata soprattutto in un trittico di statue un tempo appartenenti alla Reggia di Rivalta e ora posizionate in città. Una di queste...
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A Reggio Emilia la simbologia fluviale non manca. Ed è rappresentata soprattutto in un trittico di statue un tempo appartenenti alla Reggia di Rivalta e ora posizionate in città. Una di queste rappresenta il Crostolo (foto in alto) e si trova in piazza Prampolini mentre le altre due, collocate sul ponte di San Pellegrino, raffigurano il Secchia e il Panaro. Concentrandoci sull’origine della statua del Crostolo, si deve partire dal 1285 quando il clero fece scavare a proprie spese un pozzo presso il palazzo vecchio del Comune. Questo pozzo che sorgeva più vicino al Battistero dell’attuale fontana era costituito da un poggiolo di marmo sovrastato da un arco di ferro da cui pendevano due secchi che alternativamente servivano per attingere acqua. Nel 1770, essendo ormai guasta la struttura, si decise di costruirne uno nuovo più centrale, quello appunto dove si eleva ora la statua del Crostolo. Si deve poi aspettare la fine del 1700, quando si stava attuando il saccheggio del palazzo ducale di Rivalta. Nel parco di quel palazzo si ergeva un gruppo di statue colossali rappresentanti i tre principali fiumi del Ducato: Panaro, Secchia e Crostolo. La Municipalità di Reggio ottenne la proprietà delle statue e due furono trasferite sulla spalletta del ponte di San Pellegrino mentre la terza, il Crostolo, venne collocata in città, il 14 aprile 1802. Altre statue poi, prese sempre dalla Reggia, sono concentrate maggiormente nell’attuale Parco del Popolo.
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