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Crac Burani 

«Discrepanza tra il bilancio e i gioielli in cassaforte» 

REGGIO EMILIA . Una discrepanza tra il numero e il valore dei gioielli indicati nel bilancio e quelli trovati nella cassaforte della Gioielli d’Italia, società che era controllata al 100% dalla...

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REGGIO EMILIA . Una discrepanza tra il numero e il valore dei gioielli indicati nel bilancio e quelli trovati nella cassaforte della Gioielli d’Italia, società che era controllata al 100% dalla Mariella Burani Fashion Group. A riferire della discrepanza è stato l’ex amministratore straordinario della Burani, Francesco Ruscigno, nel processo che vede imputato Walter Burani per bancarotta fraudolenta e documentale. Il commercialista ha raccontato di quando venne aperta la cassaforte della Gioielli d’Italia. Il pm Giacomo Forte, dopo questa deposizione, ha detto che sono emersi fatti nuovi: fino ad ora si era parlato solo di una discrepanza tra le fatture della ditta e i gioielli ritrovati (mancano all’appello più di 5.400 gioielli). Ora emerge una discrepanza tra il bilancio e i gioielli trovati. Alla luce di ciò il pm ha chiesto una perizia per ricostruire la contabilità, ma il collegio giudicante, presieduto da Dario De Luca, ha respinto la richiesta. Nella prossima udienza ci sarà la requisitoria del pm e le arringhe del difensore di Burani Stefano Borella e del legale di parte civile Mauro Grisendi.

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