Gazzetta di Reggio

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«Entro la settimana Iren avrà completato la pulizia dell’argine» 

A dirlo è il Comune che intanto ha tolto dall’alveo il forno Sulla baracca abusiva poi «verranno presi provvedimenti»

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REGGIO EMILIA. La denuncia dell’incredibile degrado in cui versa il Crostolo sta producendo i primi effetti. Dopo l’ampio servizio pubblicato dalla Gazzetta di Reggio, Iren sta provvedendo allo sgombero dei materiali di scarto più vistosi. «Ieri mattina – riferisce il Comune – è stato rimosso il forno abbandonato sul letto del torrente. Inoltre, nell’ambito delle operazioni già avviate, oggi saranno eliminati gli altri rifiuti esistenti». Fra l’abbondante lerciume si notavano da diversi giorni anche diversi sacchi bianchi colmi di sporcizia che nessuno si curava di asportare. «Si tenga presente – continua il Comune – che i sacchi non sono stati abbandonati, ma vengono utilizzati per il recupero dei rifiuti. L’operazione è in corso. Verranno rimossi tutti insieme a fine raccolta. Da più giorni, infatti, Iren sta effettuando la pulizia del tratto del Crostolo lungo via Zanichelli, fra il ponte San Claudio e via Magenta. L’operazione terminerà entro la settimana, nel pieno rispetto dei tempi tecnici necessari».
In quanto alla baracca di lamiere e assi di legno, il Comune ammette che la struttura sorge su un terreno occupato abusivamente, che però non è di pertinenza del Comune. I letti e gli alvei dei corsi d’acqua, infatti, appartengono al demanio statale. Quelli dell’intera pianura padana sono affidati all’Aipo, l’agenzia interregionale del Po con sede a Parma, che però si occupa soltanto delle opere idrauliche.
La vediamo all’opera quando viene tagliata la vegetazione che ostacola il deflusso delle acque. Lo sgombero dei rifiuti, invece, spetta a Iren, sulla base di una convenzione con il Comune.
Il quale, a proposito della baracca, promette che saranno presi «i provvedimenti previsti dalla normativa» qualora si accertasse un autentico abuso edilizio e non un semplice ricovero di attrezzi. In ogni caso Iren è tenuta a ritirare i rifiuti ingombranti su semplice richiesta o segnalazione dei cittadini al numero verde 800212607.
Intanto un grosso contributo viene da Legambiente, che provvede una o due volte all’anno a ripulire le sponde e l’alveo del Crostolo dai rifiuti.
L’ultimo intervento è stato compiuto all’inizio della scorsa estate da una trentina di volontari dell’associazione ambientalista, che hanno lavorato con lena per una settimana nel tempo libero dal lavoro e dallo studio.
Essendo trascorsi ormai otto mesi, gli effetti dell’inciviltà diffusa si mostrano di nuovo con tutta evidenza. «L’anno scorso – spiega Massimo Becchi, responsabile provinciale dell’associazione ambientalista – non siamo riusciti a fare la seconda pulizia. Così si è arrivati a una situazione di degrado peggiore di quella precedente. Nei prossimi mesi dovremo intervenire di nuovo. A tale scopo non chiediamo neppure il permesso all’Aipo. Sarebbe tempo perso. Non possiamo aspettare che la bonifica sia fatta da chi ne ha il compito. In poco tempo il degrado si ripresenta. Dappertutto sono sparsi materiali di scarto. È un problema di cultura».
Ma si tratta anche di un comportamento illecito sanzionabile: «Quando troviamo materiali ingombranti – riferisce Becchi – cerchiamo di individuarne la provenienza e segnaliamo il caso alla Procura affinché si risalga ai responsabili». (l.s.)

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