Gazzetta di Reggio

Reggio

Il congresso Pd divide la giunta Vecchi 

di Evaristo Sparvieri
Il congresso Pd divide la giunta Vecchi 

Quattro renziani, due scissionisti, due indecise e una sostenitrice di Orlando. La corsa alla segreteria entra nell’esecutivo

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Quattro renziani, due scissionisti, una sostenitrice di Andrea Orlando e due indecise. Il congresso entra nella giunta Vecchi e divide gli assessori, ognuno con un proprio posizionamento in vista della corsa per la segreteria nazionale Pd. Il sindaco, Luca Vecchi, lo aveva detto subito, manifestando pubblicamente il suo endorsement a Renzi: «Fuori scissione e congresso dalle istituzioni». Ma la macchina del congresso è ormai partita a grandi passi. E mentre il Pd reggiano ha cominciato a perdere qualche pezzo sulla strada della scissione, anche la giunta si appresta a vivere la fase congressuale con idee, prospettive e soprattutto candidati differenti.
Gli scissionisti dell’esecutivo, ormai è noto, sono due su nove: l’assessore alle Infrastrutture, Mirko Tutino, e il vicesindaco con delega al Welfare, Matteo Sassi, che hanno rinforzato le schiere di Mdp. Ma come sono schierati gli altri assessori? Il renziano della terza ora Luca Vecchi può contare almeno su altri tre nomi per la mozione in favore del segretario uscente.
Quali? Gli assessori alla Sicurezza e a Bilancio, Natalia Maramotti e Daniele Marchi, renzianissimi della prima ora, e l’assessore alla Rigenerazione Urbana, Alex Pratissoli, che per la sfida congressuale guarda con interesse anche alla mozione Orlando, ma alla fine è deciso a schierarsi con l’ex premier: «Renzi è il mio candidato premier, senza dubbi – spiega – Visto che si è candidato per il congresso è logica conseguenza sostenerlo. Tuttavia sono interessato al dibattito con Orlando perché le posizioni non mi paiono così distanti e la separazione dei ruoli segretario-premier è in linea di principio preferibile».
Un discorso simile a quello dell’assessore all’Educazione, Raffaella Curioni, che non ha ancora deciso in maniera definitiva, ma che seguendo un ragionamento analogo a quello di Pratissoli sulla separazione dei ruoli segretario-premier potrebbe alla fine anche decidere di appoggiare Andrea Orlando: «Ho apprezzato il coraggio di Renzi nel fare le riforme e credo che sia stato un buon premier, con il quale si potranno fare ancora tante cose per il Paese – dice – Ma ammetto che ho molto dubbi su un’unica figura al comando che sia segretario e candidato premier. Capisco che un altro modello comporti criticità. Ma c’è una dimensione partecipativa che riguarda più in generale il rapporto con i cittadini, che abbiamo perso all’interno del partito. E quindi sinceramente ho salutato con piacere l’ingresso di Orlando nel confronto. Credo che con lui si recupererà questa dimensione, anche perché Orlando ha dichiarato che se sarà segretario non farà il presidente del Consiglio. Mi prendo però ancora un attimo prima di decidere». Indecisa su come schierarsi è anche l’assessore alla Città internazionale, Serena Foracchia, mentre convintamente a sostegno di Orlando in giunta per ora si conta solo un’assessore. È Valeria Montanari, con delega all’Agenda digitale, fra i primi 120 firmatari della mozione a favore del Guardasigilli: «Il governo Renzi ha fatto molte cose buone, ma sul Renzi segretario ho avuto dubbi - afferma – ha congelato per troppo tempo la segreteria e faccio fatica a riconoscermi in una leadership che è stata quella dell’uomo solo al comando, lontana dalla natura del partito e del popolo del centrosinistra che non ha mai avuto un leader, ma un segretario in grado di tenere insieme varie anime. Per questo credo che adesso debba fare un passo indietro. Ho scelto mozione Orlando perché guarda di più a quella che è la vera natura del centrosinistra».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google