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Il punto nascite dell’ospedale Magati è al sicuro, per ora 

di Adriano Arati
Il punto nascite dell’ospedale Magati è al sicuro, per ora 

Scandiano, nel 2016 i parti eseguiti appena sotto quota 500 Tra le cause la crisi economica e la vicinanza con Sassuolo

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SCANDIANO. Un punto nascite, quello del Magati, ancora al sicuro, ma lambito, seppur da lontano, da rischio di ridimensionamento, mentre la montagna reggiana sta combattendo una battaglia per salvare il punto nascite dell’ospedale Sant’Anna di Castelnovo Monti.

Le norme nazionali non prevedono che abbia senso mantenere aperto un presidio che richiede risorse e personale ma che allo stesso tempo non raggiunga il numero minimo di nascite fissate come “tetto” per la sopravvivenza. La soglia è a quota 500 e Castelnovo Monti è fermo a 151. La discussione ha invaso il campo politico e allargato il raggio d’azione: poche settimane fa il consiglio comunale reggiano si è concentrato sul tema in una tesissima seduta consiliare, e nell’occasione sono stati analizzati anche i dati degli ospedali provinciali. Nel 2016, oltre a Castelnovo Monti, l’unico altro punto nascite rimasto sotto a quota 500 è stato quello del Magati di Scandiano. Ma le cifre e il contesto sono diversi e, al momento, non sembrano esserci preoccupazioni per l’ospedale scandianese.

Nel 2016 a Scandiano ci sono state 489 nascite, quindi la soglia è stata mancata per pochissimo. Inoltre, il 2016 è il primo anno in cui si è rimasti sotto la quota prevista. Negli anni precedenti il limite è sempre stato superato e le valutazioni non vengono fatte su una singola annualità. Si effettuano invece calcoli e medie su periodi medio lunghi, e in questo quadro Scandiano è sopra la quota.

Il calo scandianese è figlio della congiuntura economica, che ha portato ad una lieve diminuzione di abitanti nel distretto ceramico dopo un decennio di crescita vorticosa. Inoltre, incidono da sempre la geografia e le abitudini. Castellarano e Casalgrande, i paesi sul Secchia, da sempre hanno come riferimento sia Sassuolo che Scandiano e molti bimbi nascono quindi nel modenese. Discorso simile per Rubiera, che sceglie anche Reggio Emilia, Modena e Correggio.

Per assurdo, si sconta la grande disponibilità dei servizi: nel distretto fra Secchia e Tresinaro, con le sue rapide vie di collegamento, è semplice raggiungere anche i grandi poli di Baggiovara e Reggio Emilia, oltre al nuovo ospedale sassolese e questo “spalma” le nascite.

Un quadro lontanissimo dalla montagna, dove si parla di un territorio immenso e allo stesso tempo sempre meno popolato, con parecchie difficoltà in più per la viabilità. Per ora il tema – seppur evidenziato nelle citate discussioni – non è al centro dell’agenda.
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