montecchio
Oggi in Provincia la vertenza Ape
Al tavolo presenti anche i vertici Unieco. A rischio 63 posti di lavoro
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MONTECCHIO. Oggi si apre in Provincia il tavolo di trattativa sulla vicenda Ape, l’azienda montecchiese di via Leonardo Da Vinci, che produce traversine e manufatti in cemento, sull’orlo della chiusura dopo anni di solidarietà e ammortizzatori sociali, iniziati nel 2008 e ormai agli sgoccioli.
Lo scorso 3 marzo i lavoratori e Fillea-Cgil hanno organizzato un picchetto davanti a palazzo Allende. Una mossa che ha permesso ai 63 dipendenti di ottenere l’interessamento delle istituzioni. Domani, per la prima volta, si siederanno intorno a un tavolo non solo il presidente della Provincia Giammaria Manghi e il sindaco di Montecchio Paolo Colli, ma anche la dirigenza Ape e quella Unieco, il colosso cooperativo alle prese a sua volta con una procedura di concordato con riserva e con licenziamenti unilaterali. Anche se, in questo passaggio istituzionale, il sindacato non sarà presente.
«È un segnale positivo – afferma Rudy Zaniboni, sindacalista Fillea – significa che le istituzioni stanno mantenendo l’impegno assunto: in prima battuta scongiurare che i vertici Ape portino i libri in tribunale – poiché i lavoratori sono in cassa integrazione straordinaria fino all’autunno 2017 e c’è il tempo per scongiurare azioni affrettate e irreversibili come la liquidazione –; in seconda battuta convocare le parti per sondare eventuali soluzioni alternative. Unieco, socio di maggioranza con il 95%, è di fatto proprietario di Ape. Non so con quale margine di manovra i rappresentanti di Unieco potranno intervenire, ma è già importante la loro presenza». (am.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Lo scorso 3 marzo i lavoratori e Fillea-Cgil hanno organizzato un picchetto davanti a palazzo Allende. Una mossa che ha permesso ai 63 dipendenti di ottenere l’interessamento delle istituzioni. Domani, per la prima volta, si siederanno intorno a un tavolo non solo il presidente della Provincia Giammaria Manghi e il sindaco di Montecchio Paolo Colli, ma anche la dirigenza Ape e quella Unieco, il colosso cooperativo alle prese a sua volta con una procedura di concordato con riserva e con licenziamenti unilaterali. Anche se, in questo passaggio istituzionale, il sindacato non sarà presente.
«È un segnale positivo – afferma Rudy Zaniboni, sindacalista Fillea – significa che le istituzioni stanno mantenendo l’impegno assunto: in prima battuta scongiurare che i vertici Ape portino i libri in tribunale – poiché i lavoratori sono in cassa integrazione straordinaria fino all’autunno 2017 e c’è il tempo per scongiurare azioni affrettate e irreversibili come la liquidazione –; in seconda battuta convocare le parti per sondare eventuali soluzioni alternative. Unieco, socio di maggioranza con il 95%, è di fatto proprietario di Ape. Non so con quale margine di manovra i rappresentanti di Unieco potranno intervenire, ma è già importante la loro presenza». (am.p.)
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